01 apr 2016

Amedeo e il quinto grado della Torre Grande

Sulla lapide che nel cimitero di Cortina ricorda i cittadini benemeriti, si legge anche il nome di Amedeo Girardi "d'Amadìo" (n. 1877 - m. 1933). 
Figlio del proprietario dell'Hotel Vittoria, negli ultimi anni dell'800 - mentre studiava diritto all'Università di Innsbruck – si schierò politicamente a favore dell’irredentismo: nel paese natale la sua posizione, per ovvie ragioni, non gli portò molta simpatia. 
Di Amedeo e della sua posizione irredentista ha dato però conto, in altra sede, il dottor Mario Ferruccio Belli. In questa nota, l'uomo appare - invece - perché, tra le passioni che coltivò nella sua vita non proprio lunga, ci fu anche l'alpinismo.
Ad inizio secolo, infatti, si trova il suo nome nelle cronache per almeno tre volte. La prima fu il 17/VIII/1910 quando, con il farmacista Leopoldo Paolazzi e le guide Angelo Dibona e Celestino de Zanna "de Bèpe de Pòulo" (coetaneo di Amedeo, dichiarato disperso in Russia nel 1915), Girardi partecipò alla scalata del Campanile Rosà. 
Aguzzo obelisco di cento metri d'altezza che si erge di fronte all'omonimo Col, il Campanile fu salito in quattro ore con l’uso, inconsueto per l'epoca e per il capocordata Dibona, di alcuni chiodi. La via fu valutata di quarto grado e, purtroppo, a chi scrive è mancata l'occasione di salirla.
Nell'ottobre di quell'anno, con le stesse guide, l’albergatore prese poi parte alla prima salita della parete nord della Torre Grande d’Averau - Cima Nord: nella cordata iniziale, verticale ed esposta, i tre incontrarono forti difficoltà, alle quali fecero fronte senza servirsi di mezzi artificiali. Oggi la Dibona-Girardi-de Zanna, che ho avuto il piacere di salire qualche decennio fa, è valutata di quinto grado.
Torre Grande d'Averau - Cima N, parete N.
A. Dibona, A. Girardi, C. de Zanna, X/1910
(E.M., 27/VI/2009)
Nel settembre 1911 Girardi tornò con Angelo Dibona sulle Cinque Torri, dove salirono per primi le due guglie (Quarta Bassa e Quarta Alta) che nel complesso prendono il nome di Torre Quarta, o Torre Andrea. Le guglie furono raggiunte con itinerari di terzo grado, oggi sempre molto frequentati. 
Altre notizie sull’attività in roccia di Amedeo Girardi, per ora non ne ho: ma sono certo che - almeno fino all'inizio della Grande Guerra - egli abbia sicuramente vissuto altre avventure sui monti di casa.
Esse contribuirono a movimentare la storia dell'alpinismo ampezzano e fecero sì che il suo nome, di alpinista dilettante, sia rimasto scolpito su ben quattro cime delle Dolomiti.

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