22 ago 2016

Giacomo Colli, uno dei primi "rifugisti" ampezzani

Novantotto anni or sono, il 22 giugno 1918, nella sua casa in Col d'Ampezzo concludeva l'esistenza Giacomo Colli Saèrio
Nato il 20.5.1855 (20.11.1853, in L. Cancider, "Alla riscoperta delle sorelle “Saèries”. Quando il Ristorante Miravalle faceva tendenza", Ciasa de ra Regoles - Notiziario delle Regole d'Ampezzo, Anno XIX - N. 115, Novembre 2008, p. 12), ottenne nel 1889 l'autorizzazione a svolgere il mestiere di guida alpina, che gli fu poi rinnovata sino all'inizio della Grande Guerra. Pur trovandosi nella piena maturità quando “il livello tecnico alpinistico delle guide locali era altissimo”, Giacomo Colli fu soltanto una guida per montagne basse, quelle che si prestavano in via principale a varcare con clienti passi e forcelle e sulle Dolomiti compivano perlopiù semplici escursioni.
Nella storia locale il Saèrio è ricordato con il soprannome di Falzarego, perché fu uno dei primi "rifugisti” della valle. Dal padre Francesco Saverio, infatti, rilevò e tenne poi a lungo la gestione dell’Ospizio Falzarego, posto sul Pian dei Menìs lungo la Strada delle Dolomiti, che dal 1909 sostituì l’antica carreggiabile fra Ampezzo e Livinallongo. 
L'edificio, eretto dalla Magnifica Comunità ampezzana nel 1868 a sostegno dei passeggeri che transitavano per Falzarego, pur essendo la prima struttura ad uso turistico-alpinistico della valle, non fu comunque mai classificato come rifugio; dotato di stazione di posta, posto telegrafico e telefonico, dal 1905 fu invece trasformato in albergo.
La concessione comunale per la gestione era subordinata a rigorosi obblighi: l’apertura doveva essere assicurata fino al 20 novembre di ogni anno, con ogni condizione di tempo, e il gestore doveva “mantenere la strada dal confine di Livinallongo fino a Cianzopé”, ed essere “fornito di vettovaglie e di buone bibite nonché di foraggi, dei quali avrà sempre una provvigione di almeno 300 chili di fieno e sufficiente quantità di avena”. Il capitolato infine, curiosamente prescriveva: “... l’Ospizio non potrà giammai essere abbandonato in mano a sole donne.” 
Giacomo Colli "Saèrio " (Fini-Gandini,
Le guide di Cortina d'Ampezzo,  1983)
Nel 1907 la gestione dell'Ospizio fu assunta dal bolzanino di famiglia greca Theodor Christomannos, "deus ex machina" della nuova Strada delle Dolomiti. Christomannos conduceva già un ospizio sul Passo Pordoi, e tenne quello di Falzarego per breve tempo, poiché nel gennaio 1911 all'improvviso morì. Demolito dagli austriaci allo scoppio della guerra, dell'Ospizio - Hotel Falzarego oggi non resta praticamente più nulla. 
Nota storica. Riguardo alla prima salita della Tofana di Rozes per la parete NO (10 agosto 1897, J.S. Phillimore - A.G.S. Raynor, prima guida Antonio Dimai "Déo"), come guida d'appoggio alla cordata britannica si è trovato indicato G. Colli "Saèrio". Dalle fonti e seguendo la cronologia, si deduce che il G. Colli che supportava Antonio Dimai era un altro: Giuseppe Bepe Pàor, (1854-1928), guida autorizzata dal 1884, che svolse un'ottima attività portando a termine molte prime salite e ripetizioni sulle nostre crode.

1 commento:

  1. Sempre più forte! Perché non radunare queste storie in un libro?
    Ciao.
    Toni (Spinea)

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