16 feb 2018

"Zu Gast in Schluderbach", nuovo libro di montagna dello storico pusterese Wolfgang Strobl

Wolfgang Strobl, insegnante di Dobbiaco e autore di studi sulla letteratura latina del Rinascimento, sul fascismo in Italia e sugli albori del turismo tirolese, ha recentemente pubblicato a Innsbruck “Zu Gast in Schluderbach. Georg Ploner, die Fremdenstation und die Anfänge des Tiroler Alpintourismus” (pp. 423), un saggio frutto di minuziose ricerche in archivi e istituzioni italiane e straniere, sulla storia di Schluderbach - Carbonin, del genius loci Georg Ploner e dell'inizio a metà '800 della valorizzazione turistica della Val di Landro, percorsa dalla Strada d'Alemagna che collega la Pusteria e Cortina.
La fase storica esaminata incarna al meglio la scoperta e la conquista delle Dolomiti. L'imprenditore che intuì le potenzialità dei luoghi e le seppe sfruttare fu Georg Ploner, figlio di un contadino del maso Schluderbach presso Dobbiaco. Sul bivio fra la Val di Landro e la Val Popena Bassa - nel luogo detto Am Leger, dove nel 1835 circa suo padre aveva installato una tenda per ristorare chi percorreva, per lavoro o diletto, la Strada d'Alemagna – fondò un albergo, divenuto in breve un importante centro turistico e alpinistico, apportatore di fama e benefici sia alla Val Pusteria che a quella d'Ampezzo.
L'Hotel, condotto dalla famiglia Ploner fino agli anni Settanta del '900 e poi trasformato in un Residence, non serviva solo ai turisti - che fin dal 1871 raggiungevano Dobbiaco in trento da tutta Europa - ma anche agli alpinisti, che a Schluderbach trovavano guide valenti come gli Innerkofler, e con essi affrontavano le Tre Cime, i Cadini, il Cristallo e il Popena, e a infine a chi voleva riposare tra boschi e monti, accolto da una struttura moderna e dotata di tutti i comfort.
Nel periodo di maggior fulgore del turismo tirolese artisti, musicisti, nobili, regnanti, scienziati e scrittori sostarono a Schluderbach, confermando il proprio passaggio con articoli, diari, lettere e libri. Servendosi di quelle preziose testimonianze, Wolfgang Strobl ha ricostruito con meticolosità le secolari vicende della piccola stazione di villeggiatura ai confini dell'Impero, i personaggi che l'animarono, l'ascesa e il consolidamento della vocazione turistica di un luogo divenuto celebre e influente per la storia economica e sociale della regione.
L'ampio corredo iconografico del saggio onora le peculiarità di Schluderbach, del suo circondario e dei suoi frequentatori; 1300 note e una vasta bibliografia fanno di quest'opera una fonte informativa difficilmente eguagliabile su una struttura nata su un bivio stradale, oggi un po' decaduta ma ancora permeata dall'ineffabile fascino delle Dolomiti.

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