21 apr 2019

Sul Sassolungo di Cibiana: una via "che non esiste"

Il Sassolungo di Cibiana (2413 m, Gruppo del Bosconero) inquadra i boschi in destra orografica del Boite, dominando il paese e la valle del Rite con una parete di 500 m, che a sera si veste spesso dei colori dell'enrosadira.
Frequentata ab antiquo da cacciatori per le cenge e gli scaglioni ghiaiosi del versante O, la cima - classica meta dei cibianesi fin dai primi del XX secolo - ha richiamato l’interesse di molti alpinisti, tra cui compaiono per due volte quelli di Cortina.
Il 21.VI.1961 Marino Bianchi, guida di padre cibianese ma nato e vissuto sempre in Ampezzo, col cliente Erwin Urban tracciò una diretta di III-IV sulla parete N del Sasso; di essa non mancano i dati ma, almeno fino all'uscita del libro «Il Signore delle Montagne», dedicato da chi scrive al 40° della caduta della guida in montagna (Print House Cortina, 2009), pareva non fosse stata mai ripetuta.
Già quattordici anni prima di Bianchi, però, gli Scoiattoli Silvio Alverà e Lino Lacedelli erano saliti sul Sasso per lo spigolo NO, anch'esso di IV. Della via non abbiamo descrizioni, ed essa fu apparentemente dimenticata anche nel 1983, dal volume della «Guida dei Monti d'Italia» dedicato  da Angelini e Sommavilla al Pelmo e ai monti di Zoldo.
Il Sassolungo, versante N,
da Forcella Cibiana  (foto E.M., 21.6.2003)
La via Alverà-Lacedelli, citata per la prima volta in un opuscolo sull'attività degli Scoiattoli, opera di Carlo Gandini del 1968, rimane dunque pressoché ignota. Facilmente incrocia o ricalca qualche altra via sull'ampia parete, che salirono per primi Severino Casara e amici nel 1924, ma Boricio e Lino non possono più raccontare la giornata (era il 28.8.1947) trascorsa sulla N del Sassolungo, per cui alla fine si può affermare che la loro via "non esiste".
Problema soltanto bibliografico ed enciclopedico? Forse sì, ma comunque è un peccato non poter abbinare la memoria dei due alpinisti - almeno con uno schizzo su una foto - all'elegante cima simbolo di Cibiana, non proprio elementare e molto panoramica che abbiamo salito più volte con grande piacere.

In memoria di Lino Lacedelli (1925-2009)

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