11 mar 2011

Il Corno d'Angolo

Bella punta dolomitica che sopra il Graon de Rudavoi conclude l’inflessione ad angolo retto del ramo delle Pale di Misurina, il Corno d’Angolo domina il torrente Rudavoi e l'avveniristico ponte, dai pressi del quale  si può ammirare. Da N (Val Popena Alta), è facilmente accessibile, ed è plausibile che sia stato salito in epoca antica da valligiani. Il Corno entra nella storia dolomitica con la prima salita per roccia, dovuta ad Emilio Comici, che nel 1933 superò lo spigolo S con Sandro del Torso. Nel 1955 sul Corno venne tracciato un altro itinerario, del quale manca la relazione; un'altra via è stata aperta nel 2009 da alpinisti triestini. Chi scrive vi scoprì il teatro di una salita in ambiente solitario e ancora poco battuto, nell'estate 1991. In questo ventennio vi sono tornato alcune altre volte, e mi ci sono affezionato, reputando meritevole la breve “via normale”, sia per la natura in cui si svolge, sia per il panorama, sia per la tranquillità dei luoghi, dove passa quasi più gente d’inverno che d’estate. Per salirvi, dalla sella coi ruderi del Rifugio Popena si risale la conca erbosa e detritica ai piedi del Piz Popena, mirando all’ultimo marcato dosso sul lato destro orografico. Giunti su una sella erbosa che si affaccia sul versante del Passo Popena, seguendo gli ometti si rimonta per una cinquantina di metri di dislivello il pendio N del Corno, con passaggi friabili di I, su roccia talvolta un po' bagnata. Sulla cima c’è un bastone, infisso fra due massi che si affacciano sull’esposto versante S, e un minuscolo libro di vetta, con le firme dei pochi appassionati che conoscono la cima.
Salendo verso il Corno d'Angolo, 9 agosto 2004

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