20 ago 2018

Cima Piccola di Lavaredo, salendo per la via normale

L'incidente mortale occorso qualche giorno fa a un alpinista solitario che saliva senza mezzi di assicurazione, mi induce a rievocare la prima volta (or sono quasi quarant'anni) in cui volgemmo i nostri passi verso una via normale tra le meno banali delle Dolomiti: quella della Cima Piccola di Lavaredo. 
All'amico Mario, il cui entusiasmo quell'estate mi spronò a diverse scoperte, la salita non diede tanta soddisfazione: a me invece piacque e in seguito la rifeci diverse volte in salita, più una in discesa tornando dalla via Helversen. 
La normale, scoperta dai pusteresi Michl e Hans Innerkofler il 25 luglio 1881 dopo i tentativi di alpinisti illustri, e corretta dai fratelli Zsigmondy nel 1884, è senz'altro una pietra miliare dell'alpinismo, se non dal punto di vista atletico almeno da quello storico. 
Michl Innerkofler, primo salitore
della Piccola di Lavaredo nel 1881
Gran parte delle lunghezze si attestano sul III (grado rilevante per l'epoca): il camino finale, levigatissimo e facilitato da un cordone, si spinge verso il IV, per cui l'Innerkofler, pur essendo la normale, non è un'avventura banale e la Piccola accessi meno impegnativi non ne ha. 
Sull’avancorpo ghiaioso basale, evidente dalla stradina tra i rifugi Auronzo e Lavaredo, scegliemmo sempre di salire slegati, per non perdere tempo in manovre e corde doppie e smuovere sassi il meno possibile. 
Sulla parete soprastante, nota agli amanti di salite classiche e utilizzata anche da chi rientra da altri versanti, i passaggi caratteristici sono più di uno: la traversata, il diedro susseguente, il camino Zsigmondy. Memorabile è l’uscita sulla vetta, composta da tre blocchi uno di fianco all'altro, così lisci da parere quasi piallati. 
Del vuoto respirato sul terrazzino sommitale, a 300 metri dalle ghiaie, ho un ricordo indelebile: che dire della volta in cui, giunti lassù disidratati e desiderosi solo di qualcosa da bere, ci vedemmo invece offrire da due gentili tedeschi ... due grossi e asciutti panini di pane nero e speck? 
Sommando la salita e la discesa (piuttosto lunga con una sola corda, meno complessa con due), la Cima Piccola di Lavaredo non va certamente sottovalutata, anche se è "solo" un III. Posso dire che noi la affrontammo sempre col dovuto rispetto, ed essa ci ricompensò ampiamente, facendoci sentire parte del suggestivo mondo dolomitico.

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