| Verso il rifugio, sotto la Tofana di Rozes |
Le mie montagne, con la loro storia e le vicende di chi le ha vissute e amate e oggi le conserva nei pensieri: anzitutto le montagne ampezzane, ma qualche volta anche altre. Berg Heil!
28 nov 2021
Rifugio Dibona, esempio di un turismo coraggioso e responsabile
19 nov 2021
Angelo Gaspari, guida alpina sfortunata
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| Angelo Gaspari e Baldassarre Verzi in parete |
5 nov 2021
A proposito del termine alpinistico "apritore"
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| La guida Ferruccio Svaluto Moreolo (1959-2021), fecondo apritore di vie sulle Dolomiti |
23 ott 2021
23 ottobre 1977: prima volta sullo spigolo del Sas de Stria
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| Sas de Stria dal Falzarego, col profilo dello spigolo a sinistra (foto E.M.) |
12 ott 2021
Le due selvatiche cime del Pezovico (Gruppo del Pomagagnon)
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| Le due cime del Pezovico (foto I.D.F.) |
30 set 2021
Autunno sul Col Rotondo dei Canopi
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| In cima, in una fresca domenica d'autunno (foto E.M.) |
19 set 2021
Cima d'Ambrizzola, il fascino della storia
| Becco di Mezzodì, Cima d'Ambrizzola e Croda da Lago, dalla Rocchetta di Prendera (foto E.M.) |
8 set 2021
Torre Lagazuoi, 75 anni fa
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| Foto S. Caldini |
4 set 2021
150° della prima ascnsione del Becco di Mezzodì
| Il Becco di Mezzodì dal pascolo della Prensèra da Lago (foto E.M.) |
condiviso senza problemi tra l’Austria-Ungheria a nord ed il Regno d’Italia a sud: da questa parte, dopo un’accurata ispezione, la guida stabilì di salire col Capitano, infilando due camini che daranno del filo da torcere ad alcuni suoi seguaci e ancora oggi costituiscono una barriera degna di rispetto.
17 ago 2021
Luigi Apollonio, guida alpina, a 43 anni dalla scomparsa
| Luigi Apollonio a sin,, in Tofana de Rozes, settembre 1927 |
19 lug 2021
«I pionieri dell’alpinismo a San Vito di Cadore. Da Matteo “Pierossi” a Tita “Valier”» di Ernesto Majoni
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| La copertina del volume |
15 giu 2021
Spigolo Dibona sulla Cima Grande di Lavaredo: Angelo o Rudl?
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| Dibona sulla Torre Grande d'Averau, inverno 1912? |
12 giu 2021
Ferramenta di un secolo fa sulle crode ampezzane
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| Antonio Dimai in azione |
5 giu 2021
Torre Terza o Latina, un pezzetto di cuore
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| Le Cinque Torri, anni '50 (raccolta E.M.) |
2 giu 2021
Luigi Nichelo, guardiacaccia e guida alpina
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| Luigi Picolruaz è il 1° da destra, seduto |
15 mag 2021
Scalando la Punta Fiames
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| Sulla parete, agosto '82 |
11 mag 2021
I Bagni di Campo, un'impresa turistica di scarsa fortuna
Molto tempo prima che nella regione dolomitica prendesse piede la moda di salire sulle cime, gli stranieri che venivano a conoscere i Monti Pallidi erano indirizzati verso i paesi della Val Pusteria (Braies, Dobbiaco, Monguelfo, San Candido, Villabassa) dall’opportunità di usufruire di bagni termali di varia ampiezza e valore terapeutico.
Anche nella valle d’Ampezzo, nel villaggio di Campo di Sotto e sulla riva della Costeana, il torrente che scende dal lago di Ciou de ra Maza sotto il valico del Giau, già all'inizio dell’800 era stata trovata una fonte di acqua minerale, leggermente solforosa. Prevedendo un possibile business, ci fu subito chi partì per Innsbruck con alcuni campioni del prezioso liquido al seguito, da sottoporre al parere di tale dottor Öllacher, rinomato chimico.
Dopo aver appurato che, sia per qualità che per combinazione degli elementi minerali presenti, le acque ampezzane non erano certo inferiori a quelle della Pusteria e avrebbero potuto fornire anch’esse un valido aiuto per curare affezioni, soprattutto reumatiche, Gaetano Ghedina Tomàsc (1804-1877), proprietario dell'Albergo Aquila Nera e riconosciuto mentore dello sviluppo turistico nella conca ampezzana, si attivò per costruire uno stabilimento termale, che dal 1831 venne gradualmente ingrandito, fino a disporre di dodici vasche per abluzioni in legno di cirmolo.
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| I Bagni di Campo, in una vecchia stampa |
Nel corso degli anni, però, la somma delle frequentazioni (122 bagnanti nel 1869; 98 nel 1870; soltanto 25 dieci anni dopo) e i risultati finanziari dell'impresa dei Bagni di Campo si dimostrarono sempre più deludenti, rispetto alle ottimistiche previsioni iniziali. Fu così che nell’autunno 1882, quando una rovinosa inondazione (la celebre «agajon del otantadoi», narrata in un drammatico resoconto dal giovanissimo testimone Gian Antonio Gillarduzzi de Jobe, che colpì la Pusteria e non risparmiò nemmeno la valle d'Ampezzo) sommerse l’edificio dei Bagni, nessuno ebbe voglia di farlo rivivere.
All'inizio del '900, nelle immediate vicinanze di quello che era stato lo stabilimento, la guida alpina Angelo Maioni Bociastòrta costruì invece un ristorante, in seguito ampliato ad albergo e intitolato al grande pittore Tiziano. che la leggenda narra avesse visto la luce nel 1490 in una povera casa là vicino.
30 apr 2021
Piz Ciampèi, "Carneade" delle Dolomiti
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| In vetta al Piz Ciampèi |
16 apr 2021
Sulla Torre Quarta d'Averau
| La Torre Quarta, foto E.M. |
La torre, divisa in due cime adiacenti, emerge come un enorme dente fra le guglie d'Averau ed è stata salita da ogni lato: la via normale è una esperienza le cui peculiarità possono far sorridere chi arrampica, abituato oggi a valutare le avventure con cocktail di cifre e lettere e non più con i numeri che un tempo marchiavano le difficoltà.
9 apr 2021
La Croda del Béco, o Cu de ra Badéssa, cima ricca di storia
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| La Croda del Béco con il sottostante rifugio Biella |
Sachsendank 1883 Nuvolau 2023. 140 anni di storia e memoria
Ernesto Majoni e Roberto Vecellio, Sachsendank 1883 Nuvolau 2023. 140 anni di storia e memoria , pp. 96 con foto b/n e a colori, Cai Cortina...
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La salita nel luglio scorso, da parte di tre amici, di una vetta dolomitica tra le meno battute, la Cima d’Ambrizzola (Pónta d'Anbrizòra...
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Lainores da S con uno degli itinerari qui descritti (foto E.M., ottobre 2003) Il passaggio ai piedi del Taburlo, che unisce le Ruoibes...
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Mercoledì 8 agosto (giorno in cui sarà ricordato con due Sante Messe nella Basilica Minore a Cortina), saranno passati giusto cinquant'...














