13 nov 2011

Val Orita: solo d'estate?

Chissà se in futuro gli sciatori potranno ancora percorrerla; pur non essendo uno sciatore, è per questo che ne scrivo.
Premetto che, fino a trent'anni fa circa, la discesa lungo la Val Orita - escursione già citata da Grohmann nel 1877 - costituiva una scialpinistica molto gradita.
La valle colma di ghiaie che porta quello strano nome ha origine a 2500 m circa, ai piedi della Croda Rotta, nel gruppo del Sorapis. Aggirato lo zoccolo di questa, scende ripida e coperta di mughi verso la valle del Boite, terminando dopo 1200 m di dislivello poco sopra Acquabona, ultimo centro abitato di Cortina verso S.
Con neve sufficiente, la discesa per la Val Orita, iniziando ai Tondi di Faloria e concludendo ad Acquabona (o anche più sopra, a Fraina) era una gita divertente, di impegno medio, in un ambiente privo di affollamento.
La scarsità del manto nevoso e le alte temperature che ci affliggono da anni, soprattutto in primavera, però, l'hanno presto fatta dimenticare.
Chi la scese, fino agli anni ’70, ricorda ancora, fra l'altro, comici capitomboli tra i baranci della valle, spesso alti quanto un uomo! 
La Val Orita ripresa dalla "Losa del Pilato"
3 ottobre 2007
Oggi la Val Orita si frequenta poco in salita, più spesso in discesa (e così a chi scrive è piaciuto seguirla, diverse volte) per il sentiero 214, che si immerge nel verde per un paio d'ore, dà spesso la possibilità di incontrare animali, offre scorci inediti e di solito garantisce una perfetta tranquillità.
Se non torneranno più gli inverni di un tempo, dunque, il fuoripista dai Tondi ad Acquabona potrebbe rimanere solo un ricordo per chi l’ha fatto, o un appuntamento mancato per chi colleziona discese in ogni angolo delle Alpi.
Ma così 'San da Ran e Dona Dindia, il Dio Silvano e la pittrice del Monte Faloria, i nove elfi che abitano il magico prato di Ranpognei e tutte le altre creature dei boschi della zona, potranno vivere tranquille e indisturbate per sempre...

Spiz Gallina, oasi di wilderness ai piedi delle Dolomiti

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