15 dic 2014

Perle di storia d'Ampezzo: la casa di Tiziano

"Titianus Cadorinus aut Ampitiensis?
Al giorno d'oggi, la questione se le origini di Tiziano Vecellio fossero cadorine o per metà anche ampezzane ha perso il suo valore; fino ai primi del XX secolo, però, i partigiani dell'"ampezzanità" del sommo pittore erano ancora diffusi. 
Secondo la storia (riprendo da Don Pietro Alverà de Pol, che nella sua "Cronaca di Ampezzo nel Tirolo dagli antichi tempi al secolo XX" dedicò al pittore un paio di pagine, scusandomi con chi ne ha scritto dopo, magari trovando qualcosa di nuovo), Tiziano - uno dei quattro figli di Gregorio, consigliere e capitano delle milizie appartenente all'eminente e ricca famiglia Vecellio, e di una certa Lucia - sarebbe nato a Pieve di Cadore fra il 1476 e il 1485, se non addirittura nel 1490. 
In Ampezzo era opinione diffusa, invece, che Tiziano avesse visto la luce a Cianpo de Sote, in una delle poche case sulla riva sinistra del torrente Costeàna, da Maria Pompanin, una ragazza assunta come domestica a Pieve dal ricco Gregorio, e poi rimandata in Ampezzo per il parto. 
Rimasto orfano della madre ad appena sette anni, Tiziano sarebbe stato condotto a Pieve, per poi scendere a studiare a Venezia; su un muro della casa materna avrebbe però lasciato un affresco con la Vergine, il Bambino in braccio e ai suoi piedi un ragazzo proteso verso la Madre.
Comunque sia, il 24 dicembre 1916 un incendio, quasi sicuramente appiccato "manu militari", bruciò due delle case della piccola borgata. 
La presunta casa di Tiziano a Cianpo de Sote, 
in un'immagine di inizio '900 (foto raccolta E.M.)
Una di queste apparteneva a Maria e Colomba Pompanin, e su di essa si leggeva la grande scritta "Casa nativa di Tiziano 1477", poiché la tradizione affermava che proprio lì, oltre quattro secoli prima, Maria Pompanin avesse dato alla luce il futuro grande artista. 
Giacché l'incendio aveva danneggiato anche l'affresco, secondo Don Pietro Alverà il Comando italiano, per evitare problemi, avrebbe fatto radere al suolo l'edificio, che nel 1905 la "Guida della valle d'Ampezzo e de' suoi dintorni" consigliava ancora come obiettivo di una passeggiata di interesse storico.  
Infine, tra la fine dell'800 e i primi del '900, nei pressi della vecchia casa Pompanin, la guida alpina Angelo Maioni Bociastòrta edificò un ristorante, ampliato in Hotel alla fine degli anni '20, e - memore del dubbio storico - lo dedicò a Tiziano.
E oggi? Della presunta casa natale del sommo pittore a Cianpo de Sote, resta solo un paio di fotografie.

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