19 ago 2016

La galleria, il Belvedere, il Miravalle delle sorelle Colli

Italiani e stranieri, molto spesso motociclisti, sostano volentieri in gran parte dell'anno al belvedere su Cortina che si trova presso la galleria "di Crépa" sulla Strada Regionale 48. Il tunnel, lungo soltanto venti metri, fu scavato a mano oltre cent'anni fa nella dolomia della parete soprastante, durante gli ultimi lavori per la costruzione della Strada delle Dolomiti che, attraverso i passi Costalunga, Pordoi e Falzarego, dal settembre 1909 collega Bolzano a Cortina. 
La Strada delle Dolomiti e il Belvedere,
in una vecchia cartolina (raccolta E.M.)
La galleria si trova un paio di chilometri circa prima degli alberghi di Pocol; poco più a valle di essa uno slargo sul vuoto, protetto da una ringhiera che meriterebbe un po' più di cura, offre una visione di grande effetto, soprattutto di notte o dopo una nevicata, su Cortina e le sue montagne.
Il belvedere serve a chi desideri farsi un'idea della valle dall'alto, senza faticare. Le possibilità di fruirne, però, sono spesso ridotte, quando il sito è affollato; a quel punto, è meglio lasciare i mezzi a qualche decina di metri di distanza, all'ombra di un ciclopico masso isolato che si sporge sulla strada e raggiungere il belvedere a piedi. 
Non lontano dal masso, sull'orlo del bosco, negli anni Venti del '900 qualcuno ebbe l'idea di erigere anche uno chalet. Battezzato Ristorante Miravalle, del rustico edificio in legno e muratura furono solerti custodi fino alla fine degli anni '30 le sorelle Angela Teresa (detta Anjelina, 1887-1964) e Rosa (detta Rosele, 1888-1963) Colle, o Colli Saèries, figlie di quel Giacomo - guida alpina - che fu invece l'indiscusso genius loci dello storico Ospizio Falzarego sulla strada del Passo. 
Il Miravalle, abbastanza comodo da raggiungere a piedi da Cortina e perciò sicuramente meta di visite nei giorni di festa, in un'epoca di scarso traffico veicolare, nel 1946-47 dovette essere abbattuto, perché il terreno scosceso che caratterizza la curva su cui era stato costruito minacciava di franare. 
Spariva così un caratteristico angolo della vecchia Cortina, che nessuno - tranne l'amico Luciano Cancider, scomparso un anno fa, che lo descrisse nella raccolta di ricordi Cronache dalla valle d'Ampezzo, edita dalle Regole nel 2012 - si è più preso la briga di far rivivere.

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