11 mag 2015

Le Dolomiti nascoste: il Sasso del Pozzo-Allwartstein

Il  Serla, dalla cresta N del Sasso del Pozzo (foto E.M.)
Scrivo questo post in omaggio a Valentino, l'alpinista di Villabassa che venerdì 8 maggio mi ha fermato a Dobbiaco, complimentandosi per Ramecrodes e del fatto che riservo spesso attenzione anche ai monti "d'oltre Cortina".
Tempo addietro in Val di Braies, dove andavamo spesso, anche in vista della stesura di un contributo escursionistico per "Le Alpi Venete", scoprimmo una cima minore, mai notata prima, che salimmo con piacere per due volte in un mese e mezzo, e poi per altre due negli anni a seguire: il Sasso del Pozzo-Allwartstein, nel gruppo del Picco di Vallandro.  
Dorsale boscosa e rocciosa né imponente né tanto meno appariscente, il Sasso incombe con salti scoscesi sui Prati Camerali - Kameriodwiesen, sopra i Bagni abbandonati di Braies Vecchia - Altprags. Pur non toccando una grande altezza, la vetta (che si ferma a quota 1954 m, ed è costituita da un morbido prato), offre un bel panorama: davanti la Val di Braies e le cime che fronteggiano il Sasso, il Monte Serla - Sarlkopf e il Monte Lungo di Braies - Lungkopf, e via via i Monti di Casies - Gsieser Berge e le più lontane Alpi Aurine - Ahrntaler Berge. 
La traversata del Sasso, che in genere si svolge da S a N con difficoltà escursionistiche, ha luogo in un ambiente boschivo, non comporta un forte impegno né per dislivello né per lunghezza ed è godibile fino a stagione avanzata. Credo che la migliore delle nostre quattro visite, dopo la prima - ispirata da "Escursioni sulle cime del Sudtirolo" di Hanspaul Menara e che costituì un gradevole diversivo - è stata quella compiuta con Carlo a metà novembre, in una giornata da cartolina. 
Dai Prati Camerali per una stradina che fiancheggia  il rio e quindi per un umido vallone raggiungemmo il Passo del Capro - Buchsenriedl, stretto valico tra gli alberi che separa il Sasso del Pozzo dal Serla; da esso, previa brevissima discesa, merita una visita la silente Malga Pozzo - Putzalm. 
Dal Passo. seguendo i segnavia lungo una staccionata per il bestiame e poi per la ripida cresta, in meno di due ore dalla partenza eravamo sulla cima erbosa, poco ardita e caratteristica per la presenza di piante spezzate dai fulmini. 
In vetta, verso il Monte Lungo di Braies (foto E.M.)
Ogni volta, dopo esserci riposati in beata solitudine, scegliemmo di non rifare gli stessi passi, ma di scendere per la cresta N, che divalla tra gli alberi, traversa un prato e si abbassa per un erto pendio di bosco fitto, tagliando una stradina ai piedi delle rocce e terminando tra gli edifici dei Bagni di Braies Vecchia, vicinissimi al punto di partenza. 
Le quattro escursioni hanno svelato, a noi e a chi ha seguito con piacere i nostri passi, una sorpresa dolomitica, in un angolo comunque noto: il Sasso del Pozzo è una cima minore e di poco rilievo ma semplice, molto panoramica, ideale per chi si trova tra i monti di Braies e ha poco tempo da spendere e soprattutto quasi sconosciuta al di fuori del Sudtirolo.

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