10 giu 2019

Salendo la Croda Rotta: dov'è l'erba?

Una slanciata appendice della Punta Nera, nel gruppo del Sorapis, chiude verso ovest l'impluvio detritico alla testata della Val Orìta culminando a 2670 m d'altezza. Raggiunta in epoca e da persone ignote, fu denominata "Croda Rotta", un toponimo che parla da solo. 
Per farsi un'idea della consistenza, basta osservare la cuspide, che si affianca dirigendosi da Faloria verso la Sella di Punta Nera per l'accidentato e faticoso sentiero Cai 215, che poi scende in ambiente grandioso al lago del Sorapis.
Un giorno, avendo letto la brevissima relazione della guida Berti, che prometteva un accesso alla cima "facile e su terreno erboso", mi venne in mente di andare a vedere, abbinando magari la Croda alla soprastante Punta Nera, grande e poco frequentata montagna. 
La Croda Rotta,. osservata dalla via normale
alla Punta Nera (foto M.G., luglio 2008)
Ero solo e mi limitai alla Punta Nera, ma al momento non mi pentii. Seppi poi da un conoscente, sbucato quasi per caso lassù durante una rocambolesca galoppata solitaria da Cortina a Cortina attraverso Faloria, i Tondi, la Punta Nera e il rifugio Vandelli, che la Croda Rotta non gli si era dimostrata né facile né tanto meno erbosa, ma l'ascensione si risolve in una lunga e ripida placca, con ghiaia scivolosa e passaggi delicati, dove il conoscente disse che il problema non fu tanto salire, quanto tornare indietro. 
Ho raccolto poi altre testimonianze di salite sulla Croda, tra cui quella di Sandro (inserita nel volume "Cime attorno a Cortina. 130 vie normali ...", che uscirà quest'estate per i tipi di Idea Montagna a Padova). Leggendola, ho rivissuto la mancata salita alla cima, visibile da Cortina, dall'accesso non molto lungo se si approfitta della Funivia Faloria e fonte di un vasto scenario sulla valle d'Ampezzo e oltre. 
Con buona pace dell'inimitabile Berti, mi sono chiesto: perché nel 1928, 1950, 1956, 1971 (anni di pubblicazione delle edizioni della guida delle Dolomiti Orientali) si volle scrivere, e riscrivere che la cima è “facilmente accessibile, preferibilmente dalla forcella tra Croda Rotta e Punta Nera, nei pressi della Sella di Punta Nera, per terreno in gran parte erboso”? Dove mai sarà finita l'erba che decorava la cima, oggi sconsolatamente pietrosa e malferma?

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