07 mar 2016

Torre Quarta (o Torre Andrea): pareti di gioventù

Quarta Alta a sinistra,
Bassa a destra (E.M., giugno '09)
Oh, com'era bello "andare in Cinque Torri!" Ma non sulle vie di 6°, né tanto meno su quelle moderne, che comunque a quei tempi erano ancora poche e circondate da un'aura di "fanta-alpinismo". 
La scuola dei vent'anni furono le classiche, salite e risalite qualche volta con fatica (il Diedro della Romana...) ma sempre con soddisfazione e orgoglio: normale, Nuvolau, via delle Guide sulla Grande; Lusy, Barancio per la via Dibona, il citato Diedro della Romana, le due normali della Latina, la Quarta e l'Inglese.
Le percorrevamo ogni anno, talvolta anche d'inverno, alternandole ogni tanto con qualcosa di difficile, nella speranza di crescere. Ecco allora che ci riuscirono la Olga, l'Armida, la Dibona da N, la Miriam, la Diretta e la Fessura Dimai sulla Grande, e tre salite della Trephor, la torre che da una dozzina d'anni non esiste più. 
Le ricordo tutte nitidamente e di tutte credo di avere scritto almeno una volta: in questo momento mi è sovvenuto in particolare della Quarta (per l'esattezza, Quarta Alta), quel caratteristico parallelepipedo all'apparenza inclinato. 
Salita per la prima volta nel settembre 1911 dalla guida Angelo Dibona con Amedeo Girardi, di primo acchito pareva quasi più difficile di quanto poi non fosse. L'ascensione ha uno sviluppo originale: bisogna salire, infatti, fino a metà dell’adiacente Quarta Bassa (piccola torre molto frequentata come meta a sé stante), quindi traversare al punto d’unione tra le due guglie, un terrazzino sul quale si sta a stento in piedi, e proseguire su roccia scura e quasi verticale, oltrepassando un terrazzino erboso, fino in cima. 
La vetta è piatta e - a differenza di altre torri - invita ad un placido riposo: ricordo che, sotto l’ometto, in quegli anni c’era ancora un umido quaderno con qualche firma interessante. 
Un tempo (quando? Lo scriveva Antonio Berti già nel 1928, ma sicuramente la denominazione è precedente), la Quarta Alta veniva detta anche Torre Andrea: questo antroponimo potrebbe essere oggetto di una piccola ricerca e un articolo, che mi riprometto di scrivere. Oggi che passo di rado da quelle parti, rivedo con piacere la Quarta Alta, la Quarta Bassa e tutte le altre torri nei ricordi e nelle fotografie.

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