11 lug 2017

Le guide di Cortina dei Terschak, pionieri del turismo ampezzano

Studiando la storia turistica di Cortina, ero convinto che l'impegno pubblicistico a favore del turismo di Federico Terschak, nostro cittadino benemerito del quale, il prossimo 18 agosto, saranno trascorsi 40 anni dalla morte, fosse cominciato con la “Guida illustrata di Cortina d'Ampezzo e della conca ampezzana”, uscita nel 1929 dallo Studio Editoriale Dolomiti e ristampata per una ventina di volte, in italiano e in tedesco e con qualche variazione di titolo e editore. 
L'altro giorno però, a seguito di uno scambio di  idee e di pubblicazioni con un amico, anch'egli cultore delle opere di Terschak, ho aggiornato con piacere le mie informazioni sull'argomento.
Terschak, nato nel 1890 a Monaco di Baviera e giunto in Ampezzo all'età di sette anni, debuttò come scrittore nel 1914, pubblicando col padre Emil, alpinista e rinomato fotografo (1858-1915), la “Führer durch Ampezzo und die Hochtouren um Cortina”: la seconda edizione della guida, accresciuta e migliorata, uscì per i tipi della Verlag S. Hirzel di Lipsia ancora nello stesso anno. 
La guida di Cortina d'Ampezzo di E. e F. Terschak,
II edizione, Leipzig 1914 (raccolta E.M.)
Il volume contiene belle immagini  di scalate e di rifugi scattate anche da Federico, che fino alla metà degli anni Trenta del '900 svolse una buona attività in montagna, sia d'estate che d'inverno, con guide alpine e per conto proprio.
Nel 1923 Terschak affidò alla Tipografia A. Ronzon di Longarone la sua prima “Guida di Cortina” in italiano; di essa risultava editore, mentre le sorelle Emma e Giovanna Apollonio, titolari di un negozio di "chincaglieria", detenevano la proprietà riservata dei testi.
Corredato da una carta automobilistica curata dall'Ufficio Viaggi A. Dandrea, che descrive le “gite giornaliere attraverso le Dolomiti con automobili di lusso” con gli orari degli autoservizi disponibili, dopo una prefazione il piccolo volume contiene cenni storico-descrittivi del paese, elenchi di passeggiate, gite e attività invernali e cenni pratici sugli alberghi, le ville e le case private, gli esercizi commerciali e i servizi turistici offerti da Cortina nel primo dopoguerra.
Dalle pagine di quella non comune "Guida", prive di immagini e di colori, emerge già tutto l'impegno del giovane "Fritz", che - dopo gli sconvolgimenti dovuti al conflitto e il passaggio di Cortina al Regno d'Italia - si attivò sempre per instradare il paese sui binari del turismo interno e internazionale, svolgendo un compito meritorio e duraturo.

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