13 mar 2015

Bortolo Barbaria e il suo impegnativo camino

“Bortolìn Zuchìn”, al secolo Bortolo Barbaria, membro di un ceppo familiare estintosi poco meno di vent'anni fa e che ha dato a Cortina quattro guide di montagna, ebbe i natali nel villaggio di Bigontina il 9 aprile 1873. 
Primogenito di Giovanni (1850-1939), avventuroso personaggio che fu guida dal 1875 al 1910 circa, e agli inizi del Novecento costruì sulle rive del Lago di Federa il rifugio Barbaria, ceduto nel 1905 alla Sezione di Reichenberg del Club Alpino Tedesco-Austriaco, Bortolo era falegname, e si distinse anche come valente intarsiatore. 
Promosso guida nel 1901, negli anni '10, con i colleghi Angelo Dibona e Celestino de Zanna, divenne uno dei primi tre istruttori, o maestri di sci, di Cortina. 
Barbaria fra Bruno Verzi (sin.) e Celso Degasper, anni '40
(da Fini-Gandini, Le guide di Cortina d'Ampezzo, 1983)
Fu conosciuto come “l'uomo dei camini” poiché amava scalarli, e alcuni portano il suo nome. Il più celebre è senz'altro il “Camino Barbaria” (impegnativo ancora oggi!), sulla parete N del Becco di Mezzodì, salito con il collega Giuseppe Menardi Berto, Francesco Berti e Ludovico Miari di Venezia, il 19 agosto 1908. 
Ci sono poi altri due “camini Barbaria”, sulla Torre Wundt (Cadini di Misurina, salito con Secklmann, 1909) e sull'Averau (salito con S. Greenough, 1910). 
Nell'estate del 1913 Barbaria fece da guida all'accademico triestino Marino Lusy; con lui, il 1° agosto si spinse sulla più bassa delle tre vette che formano la Torre Seconda d'Averau, dedicata poi a Lusy dalle guide di Cortina. 
“Bortolìn”, che secondo il libro di vetta del Piz Popena, nell'estate del 1939 risultava ancora attivo come accompagnatore, morì nel febbraio 1953. 
Chi scrive, ovviamente, ha conosciuto questo alpinista solo in forma ideale, frequentando spesso - come migliaia d'altri appassionati - la via originaria della Torre Lusy, una classica delle Cinque Torri, che per oltre ottant'anni è stata associata per errore alla pur valente guida “Śacar de Radešchi”, alias Zaccaria Pompanin da Zuel.

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