02 ago 2014

Spigolo del Sas de Stria, 1939-2014

Mi è sfuggito per un giorno, ma qui non posso tralasciare questo anniversario: il 75° compleanno dello spigolo del Sas de Stria, salito per la prima volta dai vicentini Andrea Colbertaldo e Lorenzo Pezzotti l'1/8/1939, ripetuto in prima invernale nel marzo 1953 da Marino Dall'Oglio e compagni e in solitaria moltissime volte.
Negli anni ’70, ’80 e ’90 la via, che percorre lo spigolo SE dell’appuntita cima che incornicia il Passo Falzarego, per noi fu una meta classica. L'itinerario segue diligentemente l'affilato spigolo SE e sotto il ripido salto terminale presenta due soluzioni: l'originale è quella più bella, quella più semplice confluisce in un itinerario di Von Saar e compagni del 1908. 
Il Sas de Stria: a sinistra, lo spigolo (foto E.M.)
Resa sicura da chiodi fissi, la Colbertaldo è una via sempre frequentata, soprattutto nelle stagioni intermedie, da scuole di roccia e per allenamento. Accesso e il rientro sono quasi da falesia: alla base dello spigolo si giunge in una ventina di minuti per ripida traccia, dalla strada che sale al Passo Valparola, e al ritorno si segue la via normale, che non ha difficoltà di rilievo, anche se prestare un po' di attenzione non è superfluo. 
Dall'ottobre 1977 (quando, portandomi lassù, Enrico  mi fece un regalo per il mio compleanno n° 19) ai primi di giugno 1993, quando rifeci ancora una volta lo spigolo con Claudio, penso di averlo salito una ventina di volte, gustandomi sempre appieno la salita, non troppo lunga, varia e divertente, ricca di situazioni caratteristiche e su roccia sicura. Tra tute, non dimentico quella del giugno 1987 con Nicola, quando - sul tratto più impegnativo - venni colto da un misterioso malore e feci un voletto che poteva avere gravi conseguenze, ma per fortuna mi costò solo un grosso livido sulla schiena e un paio di pantaloni da buttare. 
L’ultima volta, condussi lassù un amico di pianura, che credo non avesse mai arrampicato. Giunti in cima, convintissimo che - data la bella giornata, poco meno che primaverile, e la salita rilassata che avevamo compiuto - Claudio fosse rimasto soddisfatto, mi aspettavo un apprezzamento sulle rocce dove "ero di casa" da oltre un quindicennio. 
Con aria di sufficienza, l’amico invece brontolò che una scalata che raggiunge una cima su cui si sale a piedi senza difficoltà, ci si ferma a far merenda allegramente e magari si lasciano rifiuti a non finire (ma quante cime così ci sono...), per lui non aveva tanto senso. 
Forse anche un po’ colpito da questa risposta, da allora non salii più il divertente spigolo del Sas de Stria.

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