04 gen 2017

L'uomo che amava i sentieri: ricordo di Luciano Bernardi

Lo scorso 31 dicembre è giunto all'ultima dimora Luciano Bernardi, noto a Cortina come "Luciano Agnèl". Classe del 1939, quella che alla conca ha dato, fra l'altro, un nutrito gruppo di guide, scalatori, Scoiattoli e sportivi, Luciano militò per molti anni come volontario nel Soccorso Alpino. Fu uno dei fondatori e cantò per mezzo secolo come secondo tenore nel Coro Cortina; dal 1981 al 2009 "prestò servizio" nel Consiglio Direttivo della Sezione del Cai, col referato per la sentieristica; consigliere, poi vice Presidente, per vent'anni fu Presidente della Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina e anche consigliere della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo.
Fece molte cose, dunque, e non sono tutte. Tra l'altro, fu un Regoliere attento e interessato; partecipò sempre alle vicende dell'istituzione, fu Marigo della Regola Alta di Ambrizzola, ma coltivò soprattutto una grande passione per l'ambiente e la sua difesa.
Escursione sociale del Cai Cortina sul Corno d'Angolo, 31.8.2008:
Luciano è il 2° da sinistra, tra le due signore (foto E. Majoni)
Buon alpinista con all'attivo numerose vie, grande conoscitore del territorio ampezzano in ogni angolo, scrupoloso nella cura e manutenzione di sentieri e tabelle, per il turismo promosse iniziative di spessore. Nel 1966, con gli amici Guido Biz, Carlo Gandini e Bruno Menardi “Gim”, scoprì e segnò la lunga cengia sul versante nord della terza Tofana che fu dedicata alla maestra Paolina Colleselli; nel 2000 partecipò alla ricostruzione della storica croce sulla Costa del Bartoldo del Pomagagnon e alla conseguente festa ai Casonàte, e nel 2004 fu prezioso consulente per l'identificazione e la segnatura della tappa ampezzana del Cammino delle Dolomiti.
Luciano ha sempre dato molto al nostro paese, tenendo in vista il bene comunitario, il senso della collettività, i principi mutualistici e solidaristici nel paese e con le realtà vicine.
Per decenni ha costituito un punto di riferimento alpinistico, culturale e umano, e Cortina lo ricorderà con simpatia. Poiché il nostro cammino si è "incrociato" a lungo e in vari frangenti, desidero ricordarlo com'era: quieto ma fermo, sempre presente, entusiasta e solido nei principi e nelle idee.
Ciao, amico Luciano.

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