15 lug 2016

Divagazioni sulla Croda Rotta, cima non "facile" né "erbosa"

La Croda Rotta è lo sperone con il quale la diramazione ovest della Punta Nera cade sulla testata dell'invaso detritico che scende verso le Crepedèles, percorso in destra orografica dal sentiero di accesso alla stessa Punta Nera. 
Quotata 2670 m, non ha grandi pregi estetici né alpinistici, e non ha una sua storia, poiché è ignoto quando e da chi sia stata salita per la prima volta. 
Fu liquidata sbrigativamente nella celebre guida delle "Dolomiti Orientali" come raggiungibile con “facile salita per terreno in gran parte erboso”, ma in base a diverse testimonianze scritte e orali, posso riferire che, per salirla, ci si trova invece davanti a una placca piuttosto inclinata e scivolosa a causa del ghiaino e la salita, per quanto breve, si attesta su difficoltà di secondo grado e forse più. 
La Croda Rotta, dai pressi di Forcella Faloria
(foto E.M., luglio 2012)
Assodato che, neppure oggi che in Dolomiti terreno vergine da esplorare ce n'è sempre meno, si troveranno tante persone smaniose di scalare la Croda Rotta, anche riguardo a essa la relazione inserita in un testo come il Berti, che è stato un caposaldo per l'alpinismo dolomitico, è imprecisa. 
Forse l'ascensione non fu verificata sul terreno; la relazione fu mal tradotta da una lingua straniera; forse ancora, nei decenni, la cima ha subito consistenti cambiamenti (un esempio simile è la Bujèla de Padeon sul Pomagagnon: la relazione di Berti del 1971, che riprende una citazione del 1900 (!), cita un “recente franamento”, che però era lo stesso nella relazione del 1928...). Fatto sta che, a chi ha provato a salirla, la cima della Croda Rotta non è apparsa certamente né "facile" né "erbosa".
E forse sarà sempre più delicata, visto che di recente una buona porzione della cresta affacciata sulla SS 51 è crollata, lasciando una lunga ferita rossastra visibile da Dogana Vecchia e colmando di detriti dello stesso colore il canale ai piedi delle rocce. 
Lo scrivente, che da giovane ebbe una certa inclinazione a corteggiare marciumi, non è mai salito sulla Croda: si è accontentato di guardarla e fotografarla dai Tondi di Faloria come dalla Val Orita, dalla Punta Nera come dal ripiano ghiaioso alla base della Sella di Punta Nera, donde la salita appare evidente. 
Più di così non ho dato a una cima che, per sventura o per fortuna, non è proprio allettante, ma in questo modo se ne rimane solitaria e indisturbata, in un silenzio rotto solo da qualche camoscio che salta sulle sue pendici.

Croda Rotta, montagna da evitare?

E’ un risalto, né molto ardito né armonioso, che conclude lo sperone a ovest della Punta Nera: il suo nome, Croda Rotta, funge già da bigli...