6 set 2019

Punta Giovannina, oceano giallo-nero

Nel cuore delle Tofane, sul versante sud-ovest della Tofana di Mezzo, c'è una punta, separata da essa dalla Forcella del Valon, l'alta insellatura che tocca chi traversa dalla Tofana Terza o dalla Seconda al rifugio Camillo Giussani. 
La punta, quotata 2936 m, domina Forcella Fontananegra con una parete giallo-nera perlopiù verticale e strapiombante alta circa 350 m, e si chiama Punta Giovannina. 
Punta Giovannina, col rifugio Camillo Giussani
(foto D.D.V., settembre 2019)
Dubito siano in molti a conoscere l'origine di questo oronimo, legato a una donna. Il nome della Punta fu suggerito dalla guida Celso Degasper (1903-84) che il 5 ottobre del 1933, in cordata con il collega e coetaneo Giuseppe Dimai Deo (1903-46), salì per primo la Punta dal versante sud. 
Per festeggiare la salita, la Punta innominata fu dedicata a Giovanna Apollonio, consorte di Degasper. La via delle guide ampezzane sulla Giovannina, ripercorsa  per la prima, e con una certa probabilità anche unica volta, il 16 luglio 1951 in meno di tre ore dagli Scoiattoli Ettore Costantini (1921-98) e Bruno Alberti Rodela (1925-2002), oggi non si salirebbe più a causa di un franamento che la sconvolse qualche decennio fa. 
In compenso, sulla parete che guarda il rifugio Giussani, dal 1960 in poi sono stati tracciati altri itinerari. Iniziarono, in quattro giorni di scalata, Albino Michielli, Lino Lacedelli e Claudio Zardini, seguiti nel 1968 da Ivano Dibona e Diego Zandanel, che per la loro via impiegarono tre giorni; nel 1975 toccò a Carlo e Agostino Demenego e infine, nel 1996, Davide Alberti e Paolo Tassi hanno concluso, almeno fino a ora, la cronologia alpinistica della Punta.
Sulla sommità suppongo sia possibile arrivare con difficoltà moderate, in traversata da Forcella del Valon, ma non mi sento di confermarlo, non avendola mai raggiunta e mancando di notizie in merito.

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