22 nov 2018

Scompare Camillo Berti, grande uomo dolomitico

Prevista, ma sempre triste, è giunta la notizia che nella serata del 19 novembre si è spento novantottenne, nella sua casa di Venezia, l'avvocato Camillo Berti.
Ultimo figlio vivente del medico e alpinista Antonio, Camillo è stato il degno successore e prosecutore della eredità culturale paterna. Lo ha fatto in più modi: con la rivista semestrale “Le Alpi Venete” - fondata nel 1947, diretta e supervisionata fino a qualche tempo fa -; con la Fondazione Berti, nata per tramandare e valorizzare il patrimonio ideale del padre, che per decenni ha promosso molti bivacchi fissi sui monti triveneti; con vaste conoscenze e numerosi incontri.
Berti è stato un solido punto di riferimento per la cultura delle Dolomiti Orientali, che conosceva, amava e ha illustrato in tanti libri di alpinismo, di storia e di toponomastica. 
Davanti a tutti, l'edizione  (aggiornata in tre volumi nel 1971, 1973, 1982) della guida alpinistico-escursionistica del padre “Le Dolomiti Orientali”, uscita per la prima volta novanta anni or sono, custodita negli zaini da tanti alpinisti che la usarono almeno sino agli anni Ottanta e oggi chicca per bibliofili. 
Camillo Berti (1920-2018)
La figura e i meriti di Camillo Berti, che ho avvicinato e apprezzato più volte, saranno sicuramente ricordate in molte sedi dai suoi tanti amici, conoscenti ed estimatori: qui mi limito a un cordiale ringraziamento per quanto ha fatto per diffondere e far amare e rispettare le Dolomiti. Grazie, Camillo!

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