12 gen 2015

La prima invernale solitaria del Becco di Mezzodì

Giusto novant'anni or sono, il 13 gennaio 1925, Giuseppe Degregorio detto Bepi, “Maestro di Posta”, alpinista Accademico del Cai, giornalista, scrittore e Presidente per quattro decenni del Cai - Sezione di Cortina, salì al Rifugio Croda da Lago in compagnia del custode, il buon Achille Toscani.
Quel giorno Bepi aveva progettato di solennizzare il proprio trentaseiesimo compleanno in maniera originale: scalando da solo d'inverno il Becco di Mezzodì, lungo i camini nei quali – oltre mezzo secolo prima - il pioniere Santo Siorpaes Salvador e William E. Utterson Kelso avevano dischiuso al turismo montano le montagne che si specchiano nel Lago di Federa.
Il Becco di Mezzodì e i boschi di Federa dal centro di Cortina
(novembre 2014, foto I.D.F.)
L’ascensione di Degregorio si concluse con successo. Il custode Toscani lo attese, comunque inquieto, accanto alla stufa del rifugio; poco prima del tramonto si avviò verso Forcella Ambrizzola con un badile in spalla, battendo pista nella neve alta per accogliere Bepi, e fu contento nel vederlo scendere, infreddolito ma sorridente.
Le fonti non hanno mai considerato quella salita come la probabile prima solitaria invernale del  Becco di Mezzodì, sul quale - peraltro - d'inverno era già giunta l'olandese Jeanine Immink con guide ampezzane, nel 1891. Solo l'autore, scomparso in età avanzata in una luminosa giornata di novembre del 1978, la raccontò in un capitolo del diario autobiografico "Cortina e le sue montagne". 
Oggi, a novant'anni dall'evento e a 126 dalla nascita di Degregorio, un illustre personaggio della Cortina del ventesimo secolo, vogliamo dare uno spazio nella storia locale anche a quella piccola, grande avventura .

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