06 dic 2010

Tra le guide e i portatori che cent'anni fa animavano l’ambiente ampezzano, uno soltanto “veniva da fuori” e quindi era escluso dal Catasto Regoliero, pur essendosi accasato in paese e perfettamente amalgamato nella comunità, tanto da essere identificato con lo schietto soprannome di "Nichelo". Si tratta di Luigi Piccolruaz, originario dell’alta Val Badia, dov’era nato nel 1862. Di mestiere faceva il guardacaccia, e lavorò alle dipendenze delle nobili Emily Howard Bury e Anna Power Potts, che alla fine dell’800 si fecero costruire al Torniché di Podestagno un palazzotto detto “Villa Sant’Hubertus”. Giovandosi della sua conoscenza delle montagne, Luigi svolse anche l'attività di guida alpina dal 1884 al 1909, quando cessò dal ruolo. Ho trovato il suo nome nei documenti per la seconda salita della Torre Grande d'Averau, che portò a termine con alcuni paesani nel 1883: la sua figura si vede spesso in imagini di caccia accanto ai nobili, che amavano venire a Cortina per le loro battute. Piccolruaz, che nel primo dopoguerra ebbe un’amara questione con la Sezione Ampezzo del D.Oe.A.V., in via di rinomina in Sezione CAI Cortina, per aver portato abusivamente un cliente sulla cima del Cristallo, morì nel 1924. Cinque anni prima la sua famiglia, che viveva in una casa sulla strada d’Alemagna, era stata duramente colpita dalla morte del figlio Emilio, deceduto dopo essere tornato ammalato dal fronte. Essa si è estinta in linea diretta con Maurizio, classe 1904, ultimo discendente di Luigi ed estremo custode delle memorie avite. Il nome del Nichelo oggi non compare neppure sulle due grandi lapidi del cimitero che ricordano le nostre guide e portatori.

Nessun commento:

Posta un commento

Il Monte Serla, una proposta al margine delle Dolomiti

Insieme al Lungkofel - Monte Lungo di Braies, il Sarlkofel - Monte Serla costituisce l'elevazione più a settentrione del gruppo dolomit...