03 gen 2011

Nato il 5 gennaio

Il coetaneo Alessandro, amico da oltre vent'anni, un giorno mi fece partecipe di un'idea curiosa: celebrare il suo trentaquattresimo compleanno salendo una via di roccia. Fin qui niente di straordinario: il fatto è che l’amico è nato il 5 gennaio, per cui onorare il suo genetliaco significava cimentarsi in una salita con neve e ghiaccio. Noi abbiamo la scorza dura, e così stabilimmo seduta stante di scalare l'arcinota “paré” della Punta Fiames. Grazie a Dio, quell’inverno non era stato prodigo di neve, per cui la parete era quasi asciutta e la salita non oppose problemi insormontabili. Nel primo pomeriggio sbucavamo sulla cima, deserta e silenziosa: nello zaino non avevo regali, ma – all’insaputa di Alessandro e con cautela per non romperla – ero riuscito a superare “ra paré” portando una bottiglia di ottimo prosecco. Per festeggiare ce la scolammo quasi interamente, saltellando per il freddo sul dorso innevato della cima. Naturalmente gli effetti non tardarono a manifestarsi: nell'impeto dell’euforia, decidemmo infatti all’unanimità di tornare alla base per la ferrata. Ometto per decenza i particolari della nostra idea, strampalata ma certamente più sicura della discesa per Forcella Pomagagnon. Il tempo corse veloce: sulla ferrata, d’estate abbastanza mansueta, le cenge erano coperte di neve gelata, le scarpette tenevano quel che tenevano e il ghiaione d’attacco era diventato un ripido scivolo, duro come il cemento e abbastanza penoso da scendere. Arrivammo incolumi a Fiames soltanto per merito della corda che avevamo usato in salita, della piccozza e la torcia che il previdente amico aveva tratto fuori dal suo colossale zaino. Una telefonata di rassicurazione a casa, e poi alcuni chilometri a piedi nella notte fino al “Putti”, per riprendere l’automobile. Al buio, al freddo e al gelo, ma contenti della nostra piccola, grande avventura. Sceso dal mezzo sotto casa, proposi ad Alessandro di festeggiare anche il mio trentaquattresimo inerpicandoci su qualche parete: il bello è che sono nato a fine ottobre, e – salvo in caso di autunni bizzarri – in quel periodo di solito la neve deve ancora fare la sua comparsa.

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