01 apr 2011

La rara solitudine del Becco Muraglia

Tempo fa, in un pomeriggio gonfio di pioggia (che si scatenò puntualmente, poco prima che rimontassimo in macchina), salii per la quinta e finora ultima volta una cima adatta per un "alpinismo della contemplazione": il Becco Muraglia, 2271 m. Il “Bèco de ra Marogna” per gli ampezzani, è una piramide rocciosa solitaria, visibile dalla strada del Giau nei pressi dell’omonima Casera, e definisce il punto d’inizio della celebre Marògna, della quale nel 2003 ricorsero i 250 anni dalla costruzione.
Salire sul Becco non è impresa lunga né effettivamente di grande impegno, anche se - data la roccia non proprio granitica - riserverei la gita ad escursionisti un po’ smaliziati.
Seguendo le tracce d’animali che solcano lo splendido bosco del Forame internandosi fra i mughi e gli alberi che sovrastano la strada, dopo aver incontrato una famiglia di caprioli, in circa tre quarti d’ora dal parcheggio guadagnammo il panoramico colletto erboso ai piedi della parete terminale del Becco.
Gli ultimi 50 m di salita, che personalmente valuto un buon I, si svolgono su roccia a gradini piacevole da salire, anche se un po' friabile e ghiaiosa. Sulla sommità, fra un ammasso di macerie, dopo un quarto di secolo esatto dalla prima visita ritrovai intatta la curiosa di vetta, un’asta di legno con infisse due tabelle, delle quali non conosco il significato.
Il Becco Muraglia riveste un interesse escursionistico ed alpinistico marginale, nessuna guida ne parla, ma mi sento di suggerirne la visita ai curiosi che, volendo deviare per mezza giornata dalle mete più comuni, cerchino un recesso lontano dalla bagarre, in una zona accessibile al pubblico ma che custodisce una solitudine sempre più rara.




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