26 ago 2011

Una via nuova tutta ampezzana sulla Croda da Lago

Certamente la Montagna non distingue fra "locali" e "foresti", nel bene e nel male.
C'è posto per tutti, dovunque: ma piace lo stesso constatare che a Cortina non sono sparite le cordate di locali che esplorano le montagne del loro paese, riuscendo a trovare spazi e linee vergini, magari di difficoltà classiche, dove lasciare la firma.
E' il caso dello Scoiattolo Carlo Alverà Pazifico, figlio di Modesto del Rifugio Croda da Lago, che nel 2009 dedicò allo zio Nicola una via nuova su un'altra cima famosa ai tempi dei pionieri e oggi poco salita, il Becco di Mezzodì.
Con Edoardo Valleferro Sfero, nipote di Elio che negli anni '50 aprì con gli Scoiattoli alcune vie, anche difficili, sulle crode ampezzane e in Oltrepiave, Carlo ha trovato un itinerario nuovo sul versante della Croda da Lago che guarda il Rifugio e che ha davanti tutti i giorni.
Il 10 agosto, infatti, i due giovani hanno aperto la via "Rajeta" sullo spigolo E del Campanile Innerkofler, guglia che fiancheggia la Croda da Lago vera e propria, nota per la via Hahn-Haupt, rivalutata in anni recenti.
da Planetmountain,
che ringrazio
Carlo e Edoardo hanno superato lo spigolo, che si sviluppa per 230 m, trovando difficoltà fra il IV+ e il VI+, e attrezzando la via con chiodi e protezioni veloci. Il nome della via si lega alla misteriosa pietra della Rajeta, il maggior tesoro nella Terra dei Monti delle leggende dolomitiche.
Sarebbe bello che la scoperta divenisse una classica della Croda da Lago, dove oggi si contano molti meno scalatori rispetto ad un tempo. E soprattutto che su quelle vette ricche di storia, dove da tempo è sceso il silenzio, si riuscisse a perpetuare il gioco-avventura dell'alpinismo.

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