29 nov 2011

In montagna ... con un gatto

Non è certamente tanto strano ma mi piace ricordarlo: mi è capitato di portare a termine almeno tre escursioni in compagnia di animali "domestici".
Un cane, una capra, un gatto hanno fatto da scorta a me, familiari e amici in due gite nel gruppo delle Tofane e in una in quello della Croda Rossa.
Della capra e del cane ho già narrato le vicissitudini in più sedi; del micio non ricordo. Ad ogni buon conto, ora che il declinare della stagione induce più a rimestare nei ricordi che a raccontare le azioni, lo rievoco in queste poche righe.
Primi anni Settanta: agli esordi delle nostre scorribande autonome sulle crode, un giorno d'estate salii con Sandro, Carletto e Federico la via ferrata "Bovero" sul Col Rosà.
"Routine", forse, guardandola con gli occhi di oggi, ma allora ero il più grande del quartetto, e non avevo neppure sedici anni! Appena imboccata la forestale di Pian de ra Spines, fra le roulottes del campeggio di Fiames emerse un gatto, che iniziò a trotterellarci dietro.
Su a Posporcora ce l’avevamo ancora alle spalle, all’attacco della ferrata anche. Cosa fare?
Il Col Rosà con la cresta della ferrata Bovero,
dalla Rocca di Podestagno (25/10/2009)
Carletto prese "il gatto al balzo", e se lo infilò nello zaino, lasciando fuori la testa; era proprio piccolo, ma per nulla spaventato, e si lasciò condurre senza fare storie lungo la cresta, godendosi il panorama da quella comoda e privilegiata posizione, fino in vetta.
Sotto la croce sommitale lo liberammo e lo adagiammo su una giacca a vento, ma non scappò: anzi, condivise con noi qualcosa della merenda, e continuò poi a seguirci, zampettando lungo le rocce, i mughi, i ghiaiosi canali del sentiero 447, fino a rientrare a Pian de ra Spines.
Davanti al campeggio, mosso dall’istinto, il gatto cambiò strada e sparì. Lui non ci miagolò nulla, ma fra me e me io gli rivolsi un grazie per la tenera, silenziosa, discreta compagnia che ci aveva fatto.

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