28 dic 2011

“Le Dolomiti Bellunesi” numero 67

È in distribuzione il fascicolo di Natale (il numero 67) di “Le Dolomiti Bellunesi”, semestrale delle Sezioni bellunesi del CAI diretto da Silvano Cavallet e Ernesto Majoni.
Una copertina in "controtendenza", sulla quale appare una delle opere esposte a Sass Muss (Sospirolo) nel contesto del progetto “Dolomiti Contemporanee”, apre il numero, che inizia con un pungente editoriale di Emanuele d’Andrea - già Presidente della Magnifica Comunità di Cadore, sull’urgenza per i Comuni cadorini di ricercare l'unità amministrativa e socio-economica.
Era poi doveroso il commovente ricordo, opera di Renato Belli, Presidente del CAI di San Vito, di Alberto Bonafede "Magico" e Aldo Giustina, i soccorritori sanvitesi investiti il 31 agosto da una frana sulla parete N del Pelmo.
Segue una documentata e stimolante relazione del sociologo Diego Cason su “Le Dolomiti Bellunesi patrimonio dell’umanità”; Gianluca D’Incà Levis presenta “Dolomiti Contemporanee”, il nuovo laboratorio di arti visive in ambiente che si impone come una importante scommessa culturale per la Provincia di Belluno.
Storia e cronaca dell’alpinismo e della speleologia s’intrecciano nei contributi di firme già note fra gli scrittori di montagna: “Quel giorno d’estate sull’Antelao” di Marcello Mason, “La rivisitazione del primo ricovero delle Dolomiti” di Giorgio Fontanive, “Alex, un vagabondo nelle Dolomiti” di Teddy Soppelsa, “Una storia nella storia” di Giovanni Di Vecchia, “Angelo Dimai Pizo e il primo tentativo alla Croda Rossa” di Ernesto Majoni, “La traversata” di Enrico D’Alberto.
Gianluca Calamelli con “Cernera, montagna trascurata” e Giuliano Dal Mas con ”Sul Taburlo, nel gruppo della Croda Rossa” offrono ai lettori proposte di escursionismo inconsueto, al margine degli itinerari dolomitici più celebrati ed affollati. 
Due collaboratori conducono i lettori in valli e cime lontane: il comelicese Mario Fait racconta la sua esperienza “A due passi dal Tibet”, mentre l'agordina Alice Prete ricorda l'“Ararat, una meravigliosa avventura”.
Seguono le rubriche “Senza barriere”, sempre ricca di interessanti bozzetti, cronache e storie di montagna, e il “Notiziario”, che ragguaglia su alcuni fatti occorsi nella stagione estiva fra le crode bellunesi. Sono molte le nuove vie di roccia riferite in questo fascicolo, segno di un‘attività esplorativa sui monti della Provincia che pare non essersi esaurita.
Alcune delle 18 Sezioni provinciali del CAI si raccontano nell’ampia rubrica loro dedicata, e il numero si chiude con le recensioni di vari libri, sia di autori bellunesi sia dedicati a temi bellunesi.
“Le Dolomiti Bellunesi” saluta così un altro anno di attività, mostrando di voler tendere a traguardi sempre più ambiziosi.

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