16 dic 2011

Era la nostra meta preferita ...


Da Pian de ra Spines
6 novembre 2011
Qualcuno mi giudicherà esagerato, irriducibile, misoneista, "verde scuro", o chissà che altro.
Il fatto è che, fra settembre e ottobre, ritengo sia stata "rovinata" la meta preferita di una delle mie camminate, durante quasi tutto l'anno, la Rocca di Podestagno, di cui ho parlato e scritto spesso anche qui.
Ho deciso così che non mi aggirerò più nella zona, almeno fino a quando non mi sarà sbollita, o la natura avrà rimediato alle ferite subite.  
Sì perché, per ricordare i 5 secoli da quando Massimiliano I d'Austria prese Cortina (data secondo alcuni fondamentale per il nostro destino, ma che pochi, tranne gli storici di mestiere, conoscevano), quest'estate sono state attuate diverse cose, che non mi sento di condividere pienamente.
Tre cippi a ricordo (tutti e tre scritti in italiano: né ampezzano, né tedesco, quindi ...), uno in Corso Italia a Cortina, uno presso il ristorante  di Ospitale e l'ultimo sulla Rocca, già scalzato dalla sua sede, nel maldestro tentativo di eliminarlo.
Un gran parapetto intorno allo stretto spiazzo sommitale della Rocca, esposto e pericoloso, è vero, per i bambini, ma un po' meno per gli escursionisti adulti che arrivano lassù; due bandieroni svolazzanti sulla parete della Rocca per qualche settimana, poi asportati; un bel tratto di strada boschiva allargato e inghiaiato per la festa ma ... sempre, giustamente chiuso al traffico. A chi servirà, adesso? Alle mamme col passeggino, nostalgiche di Massimiliano I?
Troppe, troppe cose per una ricorrenza che a mio giudizio poteva avere toni più sfumati, e invece è stata presa di petto da due Comuni e, a Cortina, da enti e cittadini, con Messe, bande, costumi, discorsi, teatro, libri...
L'ambiente sopporta. Il sottoscritto un po' meno, e così cambierà camminata. C'è sempre e comunque, per ognuno, una montagna ...

Nessun commento:

Posta un commento

23 settembre 1931-2017: il diedro di Piero sul Popéna Basso

Sono passati ottantasei anni dal  23 settembre 1931. Quella mattina Piero Mazzorana (ventunenne longaronese trasferitosi con la famiglia in...