20 mar 2012

Il Busc de r'Ancona e il diavolo in fuga

Che si voglia giungervi dall'alto mediante la rudimentale "ferrata" che agevola l'esposta cresta degradante dalla Croda de r'Ancona, o dal basso, risalendo su tracce militari segnalate con bollini l'erto pendio di mughi e detriti che fiancheggia la Val di Gotres in direzione di Forcella Lerosa, il “Busc de r'Ancona” rimane un luogo ricco di suggestione.
La Croda de r'Ancona dalla Val di Gotres.
A sin. lungo la cresta si intuisce il Busc
Il foro naturale, alto una ventina di metri e incavato nella dolomia rossastra e friabile della cresta che congiunge la Croda de r'Ancona con le Ciadenes, è ben visibile dalla sottostante Strada d'Alemagna poco oltre il grande Tornichè di Podestagno, ed è un luogo importante.
Perché è oggetto di una leggenda, citata anche da Karl Felix Wolff, in cui si afferma che fu scavato a cornate dal diavolo, messo dal Parroco in fuga precipitosa da Cortina che aveva tentato invano di convertire; perché durante il 1° conflitto mondiale ebbe grande valenza strategica e sulla dorsale s'infransero pesantemente i tentativi italiani di sfondare e assaltare Son Pouses; perché è al centro di una bella gita dai Ciadis a Forcella Lerosa attraverso la Croda de r'Ancona; anche perché nell'inverno 1984 Nina lo scelse per traversarlo con gli sci da sola, scendendo per prima lo stretto e ripido canale che dà verso Ospitale, fino alla Strada d'Alemagna.
Importante o no, comunque, è un luogo che mi è sempre piaciuto e al quale, dopo ben 35 anni dalla prima volta in cui vi passai e dopo qualche stagione dall'ultima, ripenso sempre volentieri.

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