14 lug 2012

Prima ascensione della Gusela de Padeon


Contrariamente a quanto afferma la storia ufficiale dell'alpinismo, la Gusela, o Bujela de Padeon,  marcato torrione cupoliforme ben visibile dalla Strada d’Alemagna nei pressi di Ospitale d'Ampezzo, che fiancheggia l'ombrosa Val Pomagagnon e viene salito abbastanza di rado, non fu raggiunta per la prima volta dagli indomabili soci della “Compagnia della Scarpa Grossa”. 
Gli austriaci Viktor Wolf von Glanvell e Karl Gűnther von Saar, infatti, si erano attribuiti la prima salita della guglia, effettuata il 28/7/1900 nel corso di una breve, ma fruttuosa campagna sulla dorsale del Pomagagnon.
Gusela de Padeon, dalla I Pala de ra Pezories
(foto di Roberto Vecellio)
La conquista della Gusela (o Bujela, cioè ago), poca cosa dal punto di vista della scalata (terreno  impervio, passaggi fino al 1+) ma significativa per la storia, andrebbe ascritta a un cacciatore, Andrea Cortese del casato dei “Zen”, nato a Zuel d'Ampezzo il 13 giugno 1808.
Secondo quanto riporta un cartiglio scovato di recente tra i documenti di un'antica famiglia ampezzana, Andrea sarebbe salito in cima alla Bujèla (“la Gusella, il monte che fa la guardia alla valle del Po Magagnon”) addirittura il 16/10/1833, quindi esattamente un trentennio prima che iniziasse l’epopea dell’alpinismo in Ampezzo. 
Cortese giunse lassù da solo, fiutando un camoscio; nella salita trovò “non pochi perigli, essendo le roccie in taluni punti coverte di fine ghiaccia”,  riuscì a bloccare l'ungulato e si portò a casa una riserva di carne da riporre in soffitta per l’inverno. 
Il cacciatore morì assai giovane, di “angina pettorale”, il 26 novembre 1850: era figlio unico, celibe, e così la memoria della prima ascensione alpinistica ufficiale d’Ampezzo si perse con lui. Ora ne è stata inaspettatamente ritrovata la notizia, di cui faccio memoria al fine di correggere la cronaca, che attribuisce a Francesco Lacedelli  da Meleres, Angelo Dimai Deo e Paul Grohmann, il 29 agosto 1863, il primo successo sulle nostre montagne”. 
Nota.
Purtroppo questo raccontino è soltanto frutto della fantasia di chi scrive. Sarebbe interessante poter emendare la storia alpinistica di Cortina in tal senso, e con molta probabilità qualcosa di simile sarà anche accaduto, ma  documenti del genere sopra citato non ne sono stati ancora rinvenuti. La  speranza di fare uno "scoop", in ogni modo, non muore mai …

Nessun commento:

Posta un commento

Il "5 Torri": prima albergo e poi rifugio, in un luogo ricco di storia

Lungo la mulattiera d’accesso alla capanna Sachsendank sul Nuvolàu, a distanza di poco più di un’ora da quella e ai piedi della Torre Grand...