10 ott 2012

Il cinema fra le Dolomiti del Cadore e di Cortina


L'amico Emanuele D'Andrea, nativo di Pelos di Cadore, già Presidente della Magnifica Comunità di Cadore e cultore di storia patria, ha compilato la maggior parte dei “Quaderni Storici” che la Tipografia Tiziano di Pieve produce per documentare gli aspetti storico-culturali del Cadore. 
Nel suo ultimo lavoro Breve storia del cinema fra le Dolomiti del Cadore e di Cortina d'Ampezzo, settimo titolo della collana, D'Andrea sviluppa un suo pallino: il cinema legato, per ambientazione o perché prodotto da locali, al Cadore e a Cortina, al quale hanno già lavorato noti antesignani sia cadorini che ampezzani, come Bortolo De Vido, Giuseppe Ghedina, Gianni Mario, Aldo Molinari, Fiorello Zangrando.
Nel Quaderno l'autore ha sviscerato la storia del cinema sulle Dolomiti del Cadore e di Cortina iniziando oltre un secolo fa, nel 1907, quando il regista londinese Frank Ormiston-Smith venne a girare con una “Lumiere” a manovella “The tree tops of Lavaredo in the Dolomite Mountains”, prototipo del cinema di montagna. Nel film si prestarono come attori Mansueto Barbaria, Angelo Dibona e Baldassare Verzi, note guide alpine ampezzane, ma di esso si è salvata solo una fotografia, nella quale i personaggi posano con la macchina da presa sullo sfondo delle Tre Cime. 
La storia, per ora, termina con i registi Carlo ed Enrico Vanzina, che a Cortina hanno dedicato numerosi film e sceneggiati, non sempre di buon gusto ma comunque efficaci per reclamizzare la valle d'Ampezzo e le sue crode. Il volume contiene poi l'elenco di associazioni e personaggi cadorini, autori e registi, che si sono interessati e s'interessano di cinema; nella terza parte D'Andrea illustra un progetto importante: una cineteca cadorina, in cui  conservare tutti i materiali audio, cartacei e video che riguardino il Cadore e i cadorini. 
Seguono un'ampia bibliografia e gli indici di nomi, titoli e illustrazioni. Queste ultime, molte delle quali sono inedite, testimoniano la nascita e lo sviluppo di una forma culturale che interessa il Cadore, Cortina e le nostre montagne ormai da più di 100 anni. Mi fa piacere che, fra i personaggi da evidenziare in questo ambito, D'Andrea abbia dato il doveroso spazio, compresa la copertina (l'immagine, “Cine sulle cime”, fu scattata alla fine degli anni '40 sulla Grande di Lavaredo), ad un uomo che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare: Severino Casara, forse il più illustre pioniere del cinema dolomitico, che amò le Dolomiti Ampezzane e Cadorine salendole, descrivendole in libri di successo e divulgandole nelle sue numerose pellicole.

Emanuele D'Andrea, “Breve storia del cinema fra le Dolomiti del Cadore e di Cortina d'Ampezzo”, 87 pp. con numerose immagini, Tipografia Tiziano – Pieve di Cadore 2012.

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