14 lug 2014

Malga Valparola: ... bella scoperta!

Stranamente, non avevo mai fatto caso che esistesse una malga di nome Valparola; se l'avevo notata su qualche cartina, mai avrei pensato che fosse aperta al pubblico e così simpatica! 
La malga ha un curioso, triplice primato: vi si accede dall'Armentarola in Alta Badia, ma ricade per poco in Provincia di Belluno - Comune di Livinallongo del Col di Lana, ed è gestita da una famiglia della Val Pusteria.
Complice un nuovo libro di Oswald Stimpfl su 61 malghe del Sudtirolo, acquistato domenica scorsa in un'altra malga a noi cara, la San Silvestro tra Dobbiaco e S. Candido, abbiamo deciso di andare a curiosare a Malga Valparola: e ci è parsa veramente una bella scoperta.
Il luogo ha interesse per la storia, dato che nella valle che scende da Passo Valparola a In Pré de Vì, o Armentarola, sino al 17° secolo erano attivi i forni fusori del ferro, estratto nelle miniere del Fursil e condotto lassù per la "Strada de la Vena"; in tedesco, infatti, il toponimo "Valparola" è tradotto "Eisenofen", Forno per il ferro.
Un gruppo di fabbricati rustici sul bordo di un pascolo circondato dal bosco, ai piedi della dorsale rocciosa del Settsass (del quale non dimentico la faticosa salita alla cima, sotto il sole cocente, qualche anno fa); capre, cavalli, conigli, galline; un istruttivo panorama sulle cime del Gruppo Cunturines, che spuntano proprio di fronte; un sacco di gente, fra cui tanti bambini, poiché la malga è una meta facile e ideale per i piccoli; un gustoso piatto di salumi e formaggi; da ultimo, i nuvoloni e la solita pioggia che frena quest'inizio d'estate e ci ha scacciato anzitempo da lassù: questi gli elementi principali della visita a un luogo interessante per un'escursione, più vicino a casa nostra dei siti pusteresi che conosciamo, ma mai considerato nelle nostre ricerche di nuove mete.
I cavalli di Malga Valparola (foto E.M., 13/7/2014)
C'è un'allegra confusione a Malga Valparola; ci si rilassa sui vecchi tavoli all'aperto; si mangia bene; il locale è caratteristico; l'accesso non è lungo né faticoso. Merita proprio andare a darci un'occhiata! 
Se poi  la malga rimarrà ancora per un po' così com'è (a me ha ricordato subito il vecchio rifugio Fodara Vedla, tutto di legno e odoroso di omelettes e patate saltate...), costituirà un tuffo all'indietro per i nostalgici di una certa montagna!

4 commenti:

  1. ma.. e qualche bella foto dell'interno??? ci paicerebbe tanto rivedere anche il conìo co i oce rosc

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  2. Eccoti accontentata! Dobbiamo proprio tornare lassù, magari con la piccola...

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  3. Non conoscevo Malga Valparola, ma il tuo ricordo di una estenuante salita sul Settsass, ne ha risvegliato un altro nella mia mente. Tanti tanti anni fa, salii in cima al Settsass dal versante opposto, da quella che credo si chiami Sella Richtofen (tra Piccolo Settsass e Settsass vero e proprio). Scesi dalla selletta per pochi metri, in versante Pralongià, imboccammo un canalino, piuttosto facile, che solcava la parete e conduceva a pochi metri dalla cima. Ho usato il plurale, perchè miei compagni, quel giorno, furono il solito Albert (aveva 14 anni) ed un suo amico, coetaneo, di Parma. Decidemmo poi di scendere direttamente, senza alcuna traccia, verso la parte alta della strada di Valparola e, con qualche peripezia, tra balze rocciose e ripide lingue d'erba, giungemmo in breve alla macchina. Ripensandoci, mi chiedo con quale raziocinio i genitori di quei ragazzi, me li affidassero per le mie "avventure di croda"!
    Parlando d'altro, guardo sempre la tua foto "Triste primavera" in cui spicca il cocuzzolo della Nasswand, che considero, per il suo regale isolamento, una delle "mie montagne". E a proposito di "mie montagne" il 29 agosto si festeggiano i 150 anni della prima salita alla Rozes (e i 151 alla Tofana di Mezzo e, se non erro, due giorni prima, i 149 alla Tofana Terza). Mi frulla in mente un'idea per festeggiare questa (quasi) triplice ricorrenza.
    A presto


    Saverio

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  4. .. chissà perchè a me, invece, la Croda Bagnata incute un notevole disagio e, ogni volta che la vedo apparire da lontano e so che ci devo passare sotto, cerco di percorrere la strada a velocità supersonica...
    Soprattutto verso l'imbrunire la sua possanza pare voglia schiacciare coloro che ci passano vicino... Brr... secondo me là ci sono i diavoli... hi hi hi

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