19 set 2014

Il Monte Serla, un'ascensione per l'autunno

Dieci anni fa come oggi, molto allenati perché da tre mesi uscivamo in montagna ogni domenica e anche qualche lunedì, salii con Iside il Sarlkopf-Monte Serla che, con l'antistante Lungkopf-Monte Lungo, è il rilievo più a nord del gruppo del Dűrrenstein-Picco di Vallandro.
Il Serla, che non è certo un picco ardito, cattura la vista fin da lontano, soprattutto provenendo dalla Pusteria austriaca; domina Dobbiaco Nuova con una cupola rocciosa e magramente erbosa, che ha due particolarità. Geograficamente si trova a cavallo fra la media Val di Braies e la Pusteria, costituendo un valido e apprezzato belvedere dal quale si ammirano le Dolomiti di Braies e di Sesto, la catena di confine e, più lontano, le Alpi Austriache. 
A due passi dalla cima (foto I.D.F.)
Geologicamente si compone della caratteristica dolomia omonima, roccia carbonatica colorata dal bianco al beige-grigio tenue, che si presenta da compatta a ricca di cavità, ben visibile sul lato di Dobbiaco e storicamente usata nell'area di affioramento. La cima, che né verso Dobbiaco né verso Braies presenta vie d'arrampicata, si sale per un sentiero abbastanza regolare, che da ultimo presenta due brevi tratti poco esposti. Si può affrontare da quattro punti diversi: Braies Vecchia, per la Sarlscharte (la soluzione più diretta e forse più battuta, che Iside e io scegliemmo per quella domenica di inizio autunno, incontrando diversi escursionisti); Villabassa, per la Putzalm; Dobbiaco Nuovo, per la Suessattel; Lago di Dobbiaco, per la Sarltal. 
Il Serla spunta ditero gli alberghi di Dobbiaco Nuova
Ogni alternativa si attesta sui 1000-1200 m di dislivello e non richiede meno di tre ore; si tratta quindi di salite robuste, ma molto gratificanti. La sommità della montagna è adornata da una bella croce, che fino ad ora ho potuto toccare tre volte.
Ai piedi del Serla si trovano i diroccati e malinconici Altpragserbad-Bagni di Braies Vecchia. Nel 1886 vi passò un ragazzo carinziano, in vacanza coi genitori ai Bagni di Braies Nuova. Nei vent'anni seguenti, fino alla prematura scomparsa, avrebbe perlustrato gran parte delle Dolomiti Orientali, compiendo decine e decine di esplorazioni e scrivendo articoli e libri di valore. 
Era Viktor Wolf von Glanvell, precipitato nel 1905 da una vetta della Stiria e sepolto nel camposanto di San Vito di Braies ai piedi della Herrsteinturm-Torre del Signore, la cima dolomitica che, fra tutte, amò di più.

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