03 mar 2015

"Sonéte", poesie d'occasione in ladino d'Ampezzo, di Ernesto Majoni

Sonéte. Poesia modernes de ocajion par anpezan di Ernesto Majoni Coleto, 4° titolo della collana di poesia patrocinata dall'Istituto Ladin de la Dolomites di Borca di Cadore, contiene sedici sonéte, poesie d'occasione composte secondo la tradizione ampezzana - un tempo assai vivace - di onorare fatti paesani, soprattutto festosi, con componimenti nell'idioma locale.
Dal 19° secolo, con Don Bortolo Zardini Zesta (1852) e Firmiliano Degasper Meneguto (1860), nella letteratura d'Ampezzo si contano centinaia di sonéte: il verseggiatore  più prolifico al riguardo fu certamente Arcangelo Dandrea (Canjelo Magro, 1895-1966), singolare esempio di autodidatta, autore anche di testi teatrali, attivo alla metà del '900. 
Se ne facevano per nascite, battesimi, genetliaci, sposalizi, coscrizioni, Carnevale, ordinazioni sacerdotali, ingresso di Parroci, inaugurazioni, spettacoli, persone in luce nel paese. Negli anni '80 e '90 del Novecento, l'autore ha voluto rinverdire l'usanza, dedicando versi in ladino anche a lauree, cittadini attivi nello sport, pensionamenti o dimissioni dal lavoro, oppure solo per il gusto di verseggiare, senza motivi specifici da onorare.
Alcuni componimenti seguono le regole del sonetto italiano (14 endecasillabi, con 4 rime alternate AB AB AB AB e 2 ripetute (CDE CDE); altri sono liberi; in tutti, comunque, l'autore ha sempre cercato di valorizzare l'assonanza delle parole rimate fra loro.
Non si tratta forse di letteratura avviata all'immortalità, ma l'autore ricorda con soddisfazione che i sonéte, quando furono offerti ai destinatari, riscossero un buon gradimento. I sonéte di questa piccola pubblicazione riguardano comunque un periodo tramontato, persone che hanno seguito strade diverse o sono scomparse, anni d'ispirazione poetica fervida ma poi rapidamente affievolitasi.
Vanno letti, dunque, senza impegno; vanno visti dal lettore come quadretti di vita locale di un quarto di secolo fa e più: gli anni della gioventù, in cui l'alienazione dei “social network” era ancora di là da venire, v'erano maggiori occasioni di ritrovarsi e stare insieme, e, in momenti festosi, qualcuno si prendeva il tempo di arricchirli con un soneto.
Questo, l'autore crede sia un po' venuto a mancare oggi. Ma forse non tutto è perduto.
Ernesto Majoni Coleto. Sonéte / Poesia modernes de ocajion / par anpezan, pagine 31, Tipografia Ghedina - Cortina d'Ampezzo 2015, € 6,00

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