17 mar 2015

L'"Atlante toponomastica di Vodo di Cadore", omaggio alla Montagna

Ampezzo vanta l'Atlante del territorio silvo pastorale delle Regole e del Comune di Fiorenzo Filippi, affiancato tre anni fa dall'Atlante toponomastico d'Ampezzo curato da Stefano Lorenzi; a San Vito l'Union Ladina d'Oltreciusa ha edito nel 2009 la Bozza di atlante dei nomi dei luoghi del territorio sanvitese; sui toponimi di Borca avevano scritto Bolcato, Zanetti e Sala nel 1998 e, di recente, a Selva è stata edita una cartina; a Venàs sembra che un lavoro sia quasi fatto, ma qualcuno dovrebbe curarne l'edizione.
Ora, quasi a quadrare il cerchio fra comunità vicine, esce l'"Atlante toponomastica di Vodo di Cadore", frutto della passione di Luigi (Jijio) Belfi e del figlio Domenico. In tre tavole di dettaglio e una d'insieme di 125x96 cm, corredate da un volumetto con l’indice dei nomi per una migliore consultazione, gli autori hanno riunito 928 nomi di luogo e 191 di taulàs da monte (fienili di montagna) rinvenuti sui 4.688 ha. del Comune di Vodo. Jijo e Nico, architetto che continua a cercare, camminando, conferme toponomastiche sul terreno, hanno condensato nell'Atlante anni di ricerche, condotte con dedizione e attaccamento al loro paese.
Ritengo quest'operazione di grande valore culturale per le nostre comunità, in cui fino a tempi non antichi baite, boschi, campi, prati, persino rocce avevano tutti un nome, il cui significato spesso si è perso nel vortice della storia ed oggi è sempre meno facile comprendere.
Col declino delle attività agro-silvo-pastorali e il conseguente sfasamento del millenario rapporto dell'uomo con l'ambiente, la toponomastica montana andrebbe purtroppo a perdersi, se non fosse per la fissazione su supporti cartacei o magnetici, da parte di volenterosi appassionati, dei nomi noti o ricavati dai documenti e dal sapere di persone competenti.
Lasciando a chi di dovere l'incarico di analizzare l'etimologia dei toponimi vodesi, molti dei quali comunque appaiono anche nei territori vicini e sembrano chiari da capire, è importante sottolineare l'originalità e la bellezza di tanti nomi di luogo a Vodo, Peaio e Vinigo. E inoltre, il fatto che i Belfi hanno recuperato, fissandola all'anno 2000, anche l'onomastica di un “vanto” vodese: i quasi duecento taulàs da monte che – solo per fare un paragone - sui 25.457 ha. di Cortina (dove sono denominati caśoi)) sono soltanto una quarantina, quasi tutti di proprietà regoliera.
L'Atlante, sostenuto dal Comune, Magnifica Regola Grande, Regola Staccata di Vodo e Union Ladina d'Oltreciusa e patrocinato dall'Istituto Ladin de la Dolomites, è stato presentato nella Sala della Regola a Vodo il 14 marzo scorso, davanti a un centinaio di interessati. Il lavoro ha sancito la passione di Jijio e Nico per la cose di casa, e con esso la toponomastica ladina ha guadagnato un altro tassello, di un puzzle multicolore e sempre da completare.
Un suggerimento a chi si procurerà un cofanetto: non lasciarlo esposto sullo “scaffale ladino” di casa, ma, se può, farsi magari plastificare qualche tavola e portarla con sé nel bosco, sui monti, a funghi, nei fienili, dovunque insomma possa tornargli utile. 
Concludo con un auspicio: che l'atlante toponomastico di Vodo s'imponga come un strumento di valore per conoscere, rispettare e amare il patrimonio inesauribile che è il territorio delle nostre comunità.

2 commenti:

  1. Opera meritoria, salvare dall'oblio i nomi di luogo e con essi le memorie di attività e di persone di un tempo. Bravi!

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    1. Ma moglie dice di dirti che, oltre a seguire assiduamente queste mie ciacole alpestri, sei un tenerone!
      Ciao.
      E&I

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