06 nov 2015

Eugenio e Simone Ghedina, fratelli e guide alpine

Nel nono decennio dell'800, due fratelli ampezzani si avviarono quasi insieme alla professione di guida alpina. Si chiamavano Eugenio e Simone Ghedina, e appartenevano al ceppo Fraio, non più presente a Cortina. Eugenio, il più grande, nacque nel 1857: poté svolgere il mestiere di guida per pochissimo tempo, perché soccombette ad una malattia ad appena ventotto anni. 
Simone invece, nato nel 1859 e soprannominato Scimonuco, visse fino al 1931. Guardaboschi, coltivò anche una ricercata passione per il giardinaggio. Fu autorizzato a guidare clienti dal 1882 e iscritto nel ruolo delle guide alpine d'Ampezzo per venti anni, cessando la professione all'alba del nuovo secolo. Nella Tariffa per le guide di montagna del Distretto Giudiziario di Ampezzo del 1898, però, fra i nomi delle guide autorizzate il suo non c'è.
Come al fratello, neppure a Simone la storia attribuisce imprese di livello; probabilmente si dedicò a incarichi di portatore e "guida per montagne basse" e si prestò raramente a maggiori impegni: comunque il 5 giugno 1883, con la guida Angelo Menardi Malto, l'aspirante Luigi Piccolruaz Nichelo e Giuseppe Girardi, secondo le fonti fu il terzo salitore della Torre Grande delle 5 Torri d'Averau.
2/11/1901. Le guide alpine di Cortina:
Simone Ghedina è il 3° al tavolo, da sinistra
Scimonuco passò alla storia come un uomo gioviale, scanzonato, sempre propenso alla battuta. Si dice che, trovandosi di fronte alle liscie e scivolose rocce del Cristallo (sul quale gli alpinisti salivano fin dal 1865 e, a fine '800, era una delle mete di Cortina più ambite soprattutto dagli stranieri), commentò sornione che, per scalarle, sarebbe stato utile avere i peli anche sul palmo delle mani. Una delle elevazioni di cresta della Croda da Lago, tra la cima principale e la Cima Bassa, porta il nome di Punta Fraio. Non risultando che la guglia abbia alcuna via di accesso, è da pensare che non sia stata mai salita ed è oscuro il motivo per cui le fu dato proprio quel nome; piace pensare che sia stato fatto in omaggio a Eugenio o a Simone Ghedina, o anche a tutti e due.

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