09 feb 2017

Rocchetta di Campolongo: una nuova via sulla parete sud-ovest

Secondo lo Scoiattolo e guida Paolo Bellodis, mio coetaneo e amico, chi s'impegna di questi tempi a setacciare le Dolomiti ancora segrete, per paradosso troverà più facilmente pareti e vie con difficoltà di alto livello che non di medio-bassa complessità, degne di essere ascritte all'alpinismo classico di vecchia memoria e proponibili agli appassionati per eventuali ripetizioni.
La nuova via "Kannik" sulla Rocchetta
di Campolongo (in rosso, foto Calamelli)
La regola soffre comunque di qualche eccezione, se è vero che quattro mesi fa, il 9 ottobre dell'anno scorso, Marco Pettenò e Gianluca Calamelli, di Mestre e già autori di scoperte inedite tra i Lastoi del Formin e il Piz del Corvo, hanno trovato una via nuova e non molto impegnativa sulle crode  intorno a Cortina.
Dove? Sulla parete sud-ovest - già salita da cordate venete nel 1973 - di una cima di cui ho scritto varie volte in questo blog, interessante per l'escursionista romantico, solcata da sole quattro vie alpinistiche e fino ad oggi poco calpestata: la Rocchetta di Campolongo, nel gruppo Croda da Lago – Cernera sul confine tra la valle d'Ampezzo e quella del Boite.
La via Pettenò-Calamelli, denominata “Kannik” che nella lingua Inuit equivale a “fiocco di neve”, sale lungo il versante sud-occidentale della cima, già visibile da Borca di Cadore; presenta uno sviluppo di 290 metri e difficoltà dal III al IV grado superiore su roccia in complesso buona.
Ai salitori va riconosciuto il merito di avere collocato soltanto protezioni veloci, lasciando sulla parete un unico chiodo artigianale per segnalare l'attacco; per l'apertura della via sono occorse circa tre ore.
Scesi dalla vetta per la via normale in versante Cortina tra nevischio e pioggia, alla stalla dei Ronche a Socol, Marco e Gianluca hanno trovato ad aspettarli due amici con generi di conforto; dopo una decina di ore di marcia, è così terminata una nuova avventura dolomitica, vissuta in condizioni meteorologiche quasi invernali e in un contesto ambientale solitario e molto gratificante.

1 commento:

  1. Condizioni non proprio invernali ma più invernali... che in questo ulteriore strano inverno (almeno fino a gennaio). Una piccola avventura forse di poco conto ma vissuta intensamente e conclusa nel migliore dei modi. Grazie ancora per la vostra calda amicizia, Ernesto. ;)

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