02 dic 2010

Una disgrazia di 94 anni fa

Delle due guide ampezzane scomparse in montagna d'inverno, la prima fu Alessandro Cassiano Zardini Noce, nato il 24/4/1887 a Staulìn e travolto senza scampo dalla gigantesca valanga del Gran Poz in Marmolada il 13/12/1916, dove perirono circa trecento soldati austroungarici. Zardini, guida dal 1912, non aveva ancora avuto tempo di esprimersi in grandi imprese. Col tenente Norbert Gatti, quattro mesi prima della morte e per motivi più strategici che alpinistici, aveva portato a termine la prima ripetizione della via di L. Laufenbichler e G. Langes sulla N della Roda del Mulon in Marmolada (800 m, difficoltà fino al V). Morendo a ventinove anni, il Noce lasciò in Ampezzo la vedova con tre figli, l'ultima delle quali scomparsa nel gennaio 2001: il suo nome non manca sulla lapide che ricorda gli oltre 130 caduti ampezzani della Grande Guerra. Purtroppo, oltre al biglietto recuperato negli anni '50 sulla Roda del Mulon, cima di minore rilievo del gruppo della Marmolada, non credo circolino altre fonti sull’attività alpinistica del Noce, che porterebbero certamente lumi su una pagina di storia locale. Di Zardini scrissi già qualche anno fa sulla Rivista “Cortina”, ritenendo interessante far luce, per quel poco che mi fu possibile, sull'esistenza di un compaesano troncato nel fiore della giovinezza dall’assurda strategia dei superiori, che dovette pagare con la vita la sventurata installazione di un accampamento in un uno dei punti più rischiosi del fronte della Marmolada.

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