31 gen 2011

L'uomo dei camini

Fino ad oggi la guida ampezzana deceduta in età più avanzata è sicuramente Zaccaria Pompanin detto "Zacar de Radeschi", nato nel villaggio di Zuel il 26/8/1861 e scomparso il 22/3/1955, sulla soglia del novantaquattresimo anno d’età. Pompanin impersonò egregiamente il periodo d'oro dell’andar per crode in Dolomiti: divenne guida nel 1892 ed esercitò la professione senza soste per quasi trentacinque anni, ritirandosi nel 1926. Evidentemente il raggiungimento dell'età avanzata è un “vizio di famiglia”, giacché tre figlie del Pompanin hanno varcato la soglia dei novanta: Maria si è spenta a novantasei anni; Oliva ha raggiunto i novantacinque; Zita si è spenta a centodue. L’impresa più nota di Zaccaria Pompanin, che nel ventennio 1892 - 1912 ne portò a termine una quindicina, fra le quali alcune molto interessanti, è senz’altro il “Camino Pompanin” sulla parete N della Croda da Lago. La via, aperta il 28/8/1895 con il musicologo torinese Leone Sinigaglia e il collega Angelo Zangiacomi, offriva agli scalatori un camino alto 70 metri, che richiedeva una tecnica raffinata ed era molto "à la page" nell'epoca dell'esplorazione dolomitica. Oggi penso che la maggior parte di chi frequenta le cime ampezzane non sappia neppure dove sta di casa quel camino, che cent’anni fa portava al Rifugio Barbaria, nato nel 1901 sulle rive del Lago di Federa, alpinisti da tutta Europa. Delle tante vie del “Zaca”, che nei camini s'intrufolava come un gatto, forse un paio riceveranno ancora qualche visita nelle belle stagioni: è l’amaro destino dell’alpinismo d'una volta, che ormai richiede troppa fatica, sacrificio e rischio per essere gustato.

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