22 gen 2011

Venanzio Zardini, portatore

Tra le guide e i portatori ampezzani che praticarono l’attività ai tempi dei pionieri, compare anche un tale Venanzio Zardini, curiosamente soprannominato "de ra morte". Nato nel 1842 e morto a settantaquattro anni, di professione effettiva Zardini faceva il calzolaio. Nelle carte, non ho ancora trovato il suo nome legato a salite, e una delle sue poche immagini “in attività” lo fissa mentre accompagna su una portantina, con altri colleghi, una turista invalida alla Sachsendank Hütte, il rifugio inaugurato nel 1883 sulla vetta del Nuvolau. Del personaggio non ho dati che rilevino per la storia dell’alpinismo. Faceva il portatore e forse non s’impegnò mai in grandi performances, limitandosi a condurre i clienti in camminate di medio impegno oppure, più facilmente, a varcare forcelle e passi dove oggi si passa comodamente in automobile, ma che allora erano ancora ritenuti misteriosi. E’ peccato saperne poco, poiché anche le guide “minori” come Zardini contribuirono alla storia dell’alpinismo a Cortina. Nel suo caso, poi, è enigmatico anche l'inquietante soprannome assegnatogli, tramandato anche agli eredi. Quando porterò a termine la sognata ricerca analitica complessiva sulle guide ampezzane della belle époque che, non avendo lasciato documentazione sulla conquista di cime o prime salite su di esse, sono state relegate nell’oblio? Per intanto, riservandomi di analizzare magari a fondo l’origine del soprannome, prendo atto che anche Zardini, nell’ultimo quarto del XIX secolo, contribuì a far conoscere le montagne del circondario d’Ampezzo e allo sviluppo del concorso dei forestieri, che in quel periodo si andava affermando anche nella nostra vallata.

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