21 feb 2012

130 anni fa (?): Piero e Bortel sul Cristallo, d'inverno


Un fatto storico  che merita un ricordo anche a lunga distanza di tempo, se non altro per la "dicotomia" dell'esatta collocazione temporale, riguarda la prima salita del Monte Cristallo d'inverno. 
Monte Cristallo e Piz Popena, versante S, 
dall'Alpe Faloria (settembre 2003)
Già tentato dal britannico Moritz Holzmann con Santo Siorpaes Salvador nel gennaio del '72 e fallito per l'eccessivo carico di neve, il Cristallo riuscì - e divenne uno dei suoi  camei - alla guida Pietro Dimai Deo in compagnia di Bortolo Alverà,  apparso e subito scomparso dalla storia  dell'alpinismo poiché non era uno scalatore, ma l'I.R. Maestro Stradale (come Siorpaes, ma impiegato sulla strada da Cortina al valico di Tre Croci).
I due, rispettivamente noti in Ampezzo come "Piero de Jènzio" e "Bortel de chi de Pòl", avrebbero calcato la sommità del Cristallo il 22/11/1882, in un momento a rigore escluso dal calendario alpinistico invernale, che inizia col 21 dicembre e si conclude col 21 marzo
Per qualcuno la salita andrebbe collocata invece al 22 febbraio dello stesso 1882, 130 anni fa. Pietro Dimai, ventisettenne, era ancora celibe, mentre il suo occasionale compagno, di sei anni più anziano, a casa aveva moglie e figli.
I due ampezzani dovettero trovare difficoltà sicuramente a causa della temperatura, poiché tutto sommato la via normale del Cristallo si svolge fra i 2800 e i 3200 m ;  d'estate era ed è alla portata di chi abbia un po' di disinvoltura e magari l'abitudine ad una certa esposizione, ma d'inverno pareti poco ripide come quella cambiano molto; diventano le peggiori, e in 130 anni forse l’invernale non ha avuto tante imitazioni (ricordo la recente salita della guida Mario Dibona Moro, durante la sua traversata ad anello dei monti di Cortina, un decennio fa).
Chissà come videro Piero e Bortel la loro valle dai 3216 m del Cristallo? Frazioni, campi, prati immersi nella neve e nel silenzio, strade ridotte a sentieri, un quadretto da presepio del quale purtroppo non rimase traccia scritta e oggi possiamo soltanto immaginare. 
Fu quella la prima invernale ufficiale di una montagna ampezzana, bissata nove anni dopo, il 10/12/1891, da Piero con il giovane cugino "Tone Deo" e Jeanne Immink sulla più difficile, anche se più bassa Croda da Lago.
Pochi mesi più tardi, la Immink si ripeté salendo per prima d'inverno anche una cima minore, ma "cattiva": nell'inverno 1891-1892 infatti, le riuscì di salire il Becco di Mezzodì, la celebre meridiana degli ampezzani.

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