23 feb 2012

Con Andrea sulle Pale di Misurina


Quando ritrovo su riviste e libri di montagna vie che ho conosciuto, mi viene da chiedermi quale sia stata la molla che mi spingeva a scegliere proprio quelle vie per passarvi le nostre giornate.

Pala NE di Misurina col versante della via normale,
dal Passo delle Pale, 31/8/2008

E’ il caso della Pala SO di Misurina (gruppo del Popena), uno dei due maggiori rilievi del crinale che scorre sopra il lago di Misurina, tra la sella dove sorgono i ruderi dell'ex Rifugio Popena e il Passo delle Pale.

Verso NO le Pale (la NE e la SO, di soli 2 metri più alta) guardano la Val Popena Alta con belle pareti che nascondono alcune vie di difficoltà classiche e di discreto interesse esplorativo.

Quell’anno fu proprio una di queste, lo spigolo NO della Pala più elevata, a colpire chissà come la mia fantasia. Solcato da una via aperta da Sandro Del Torso con Gianfranco Pompei nel 1938, nella prima parte lo spigolo offre una salita su roccia mediocre, ma piacevole.

Lo confermo, anche se – delle tre cordate che superano il pilastro arrotondato basale - ne ricordo solo una di un certo interesse, esposta e con bei passaggi. Il resto mi parve un po' banale: le tre cordate superiori non superano il II e rimontano un largo colatoio né solido né godibile, ma ci piacquero lo stesso, come ci piacque arrivare in cima e traversare verso l’antistante Pala NE, distante una manciata di minuti di cresta sottile e piuttosto esposta. 

Nonostante siano molto vicine a Misurina, le due Pale di Popena sono solitarie e raramente frequentate: mi è rimasta impressa la croce che trovammo in vetta alla Pala NE, ottenuta da un rugginoso segmento d’antenna televisiva, che chissà chi aveva avuto la fantasia di portarsi fin lassù!

A me e all’amico Andrea che mi seguiva con entusiasmo, la via Del Torso - Pompei parve abbastanza carina: almeno, non ritenemmo di aver sprecato la giornata, pur essendoci trovati su cime, pareti, itinerari che non sono passati alla storia.

Avevamo perlomeno trascorso una giornata in pace, su una via forse modesta e che, oltre alla nostra, in tanti anni non avrà avuto moltissime ripetizioni ma sulla quale, e questo fu il pregio maggiore, ci godemmo un silenzio d'oro.

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