2 ott 2012

Una delizia "alpinistica"

Rispetto all'autunno e all'inverno, in estate è poco  frequente che, nelle nostre camminate, facciamo espressamente tappa in un  rifugio per pranzarvi.
Coi rigori invernali, ovviamente, come - credo - ogni escursionista ci piace finalizzare ogni nostra passeggiata alla sosta in una malga o in un rifugio, per mandar giù qualche cosa di caldo e gustoso.
Dopo decenni di frequentazione delle strutture ricettive alpestri nel circondario ampezzano e in parte del Sudtirolo, con qualche incursione in Cadore e Comelico, non voglio assolutamente stilare  una graduatoria in base all’accoglienza, alla simpatia, alla cucina, alle tariffe favorevoli; sarebbe oltremodo antipatico e politicamente poco corretto.
Intendo solo comunicare che il metro di paragone utilizzato nelle nostre uscite, perlopiù nel Sudtirolo anche perché di qua dal Passo Cimabanche quella purtroppo è una pietanza introvabile, è il nostro “smorm”, ovvero il “Kaiserschmarren”, frittata dolce e spezzettata servita con marmellata di mirtilli rossi (“conserva de brusciéi”) o, talvolta, con frutta sciroppata: un’autentica delizia, per quanto abbastanza calorica.
E’ un piatto che, insieme alla minestra d’orzo o ai canederli, compare spesso sulle nostre tavolate, quando raggiungiamo una "Alm" o una "Huette", e in conformità a quello, generalmente misuriamo il ricordo e la predilezione per quel determinato luogo.
La classifica ha valore puramente interno, ma siccome anche in questo campo la memoria non ci manca, sono diversi i luoghi nei quali torniamo di buon grado per numerosi motivi, non ultimo quello gastronomico; siamo certi che lì, se non cambia il cuoco, dovremmo sempre trovare uno “smorm” ben cotto, abbondante e dolcemente saporito.
Che volete: penso che l'andar per malghe e rifugi d’inverno sia godibile anche, e soprattutto, per questo!

1 commento:

  1. Mmmh.. ma che delizia lo Smorm!!! Non vedo l'ora di trovarci in una "Halm" per gustarcelo e dare poi il voto...

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