20 gen 2014

Un'ascensione lunga cinque minuti: il Col Jarinei

Un sabato d'ottobre ormai lontano passavamo da quelle parti, quando la curiosità ci spinse a deviare dal sentiero Cai 457 per avvicinarci a un luogo che non conoscevamo, e trovammo delizioso: la massima elevazione della cresta del Col Jarinei, che inizia a Forcella Sonforcia (più esattamente "Forcella Sonforcia de Col Jarinei" per distinguerla dall'omonima sul Cristallo) e si sviluppa verso N, dominando i pascoli che scendono verso Federa. 
La “cima” (null'altro che alcuni affioramenti rocciosi coperti di vegetazione) ha la sua quota altimetrica 2102 m, e si raggiunge in cinque minuti, superando la bellezza di 33 m di dislivello dalla citata forcella, sul crinale proteso dalla Rocheta de Prendera a N, fra la testata della Val Federa e quella della Val d’Ortié. 
A due passi dalla cima
photo: courtesy of idieffe
Una buona traccia di passaggio, certamente ascrivibile al bestiame che pascola a Federa, convalidata da un grande bollo di vernice rossa su un masso, accompagna sul culmine della cresta, che sarebbe curioso seguire in discesa, finché si esaurisce sui pascoli più bassi. 
La zona, usata da tempi antichi per l'alpeggio e la caccia, è ideale per una camminata in solitudine (quel giorno noi incrociammo ben due persone, che con noi tre "facevano le dita di una mano"): complice anche l'autunno, vi ricordo un’atmosfera malinconica e molto rilassante. 
Non riuscimmo a scorgere  le famose “jarines” (pernici di monte) che hanno dato il nome alla cresta, e fu un peccato: in compenso Iside, Lorenza e io assaporammo la tranquillità di un angolo fra i meno consumati della valle d’Ampezzo, che si spera possa restare così com'è, ancora a lungo.

4 commenti:

  1. Tutta la zona che da forcella Ambrizzola si spinge verso le Rocchette è stata da sempre una delle mie mete preferite dei giorni in cui avevo voglia di starmene in solitudine (spesso si trattava dell'ultimo giorno di vacanze estive). Ricordo dei dolcissimi tramonti, sdraiato sui prati, a riempirmi gli occhi e la mente di immagini che avrei conservato dentro di me, in città, fino all'estate successiva. Ricordo anche di non avere mai incontrato nessuno.
    Tranquillo Ernesto, quei luoghi non cambieranno, perchè non saranno mai "di moda". La salita al Col Jarinei non è impresa di cui la stragrande maggioranza degli attuali "consumatori" della montagna può vantarsi con amici e ammiratrici.
    A me invece sarebbe piaciuto portare su quella "cimetta" le mie figlie, quando erano piccole (amano anche loro quella zona), magari d'inverno. Chissà ... (in certi luoghi il tempo sembra essersi fermato)
    Grazie
    Saverio

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  2. Grazie, Saverio: ormai mi è noto che conosci bene tutti, o quasi, i luoghi dove torno con la fantasia in questi miei post, sempre pervasi di una certa nostalgia perché sempre più lontani negli anni ...
    Se avessi figlie, le porterei sul Col Jarinei anche se sono grandi (sempre che ci seguano), proprio perché è uno dei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato!
    Ernesto

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  3. Non tutti purtroppo. Me ne mancano ancora tanti. Più luoghi conosco, più mi accorgo di quanti vorrei conoscerne. È il nostro destino.
    Quanto alle figlie, forse non hanno l'età giusta. Certi luoghi si apprezzano di più quando si è bambini o quando, con l'avanzare dell'età, gli occhi tornano, a tratti, ad essere occhi di bambino.
    Buona notte

    Saverio

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  4. Come diceva la nonna, quando si diventa vecchi si torna bambini ...
    E allora, siamo diventati poppanti?

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