1 nov 2017

Campanile De Zordo, a ricordo di un amico

25.10.1965, lunedì: Franco De Zordo “Zordetto”, giovane di Cibiana nato nel 1944, cade ferendosi a morte mentre scende dalla Piccolissima di Lavaredo, appena raggiunta - verosimilmente per la Fessura Preuss - con il compagno carnico Aldo Gardel.
Il lunedì seguente, festa di Ognissanti, tre giovani di Cortina che stanno iniziando a esplorare le crode di casa, Francesco "Franz" Dallago (ventitrenne, promosso poi Scoiattolo e guida), suo cugino Armando (diciottenne, promosso poi anch'egli Scoiattolo e guida) e Armando Menardi (classe 1945, deceduto poco più di un anno dopo a causa di una malattia), salgono e battezzano una guglia che sorge ai piedi della Tofana III, in sinistra orografica del canalone che da Pietofana porta a Forcella Ra Zéstes, poco prima della forcella.
Da allora la guglia, settanta metri di solida dolomia, porta il nome di Campanile De Zordo a ricordo dello sfortunato cadorino: la via Dallago-Menardi, che sale per la parete sud-est ed è ancora l'unica sul Campanile dopo oltre cinquant'anni, si sviluppa in quattro lunghezze, con difficoltà di V, VI e artificiale superate con 12 chiodi in cinque ore e mezzo di scalata. Per la discesa, ai tre bastò una lunga calata a corda doppia sul lato opposto.
I dossi alla base della Tofana Terza, tra cui si cela
il Campanile De Zordo (foto I.D.F., 28.10.2017)
La notizia della prima nuova via di Franz e compagni apparve su "Le Alpi Venete" della primavera-estate 1967, con la data del 1° febbraio 1965. Conosco l'immagine a corredo della notizia, ma non mi sono mai avvicinato al Campanile, né sono a conoscenza se dopo i primi salitori, due dei quali camminano ancora per le montagne, qualcun altro abbia seguito le loro orme. 
Sul Campanile, salito 52 anni fa proprio come oggi, resta il ricordo di uno dei pochi rocciatori nativi di Cibiana, solitario paese ai piedi del Sassolungo omonimo, che morì appena ventenne, e non ebbe il tempo di fare qualche cosa di più.

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