9 dic 2017

Punta Giovannina, storia di una montagna difficile

Fa da sentinella, incombente, al rifugio Giussani nel cuore delle Tofane: ma quanti conoscono il nome e la storia di quella montagna?
La massiccia cima in questione si trova sul versante SO della Tofana Seconda ed è divisa dalla vetta più alta d'Ampezzo da Forcella del Valon, valico toccato durante la traversata dalle Tofane Seconda e Terza al rifugio. 
Quotato 2936 metri, domina Forcella Fontananégra con una parete gialla, nera e strapiombante, alta oltre 300 metri e visibile da lontano: il suo nome è Punta Giovannina. 
L'origine del toponimo, non molto antico e verosimilmente dovuto a una donna, è singolare. "Punta Giovannina" fu suggerito dalla guida Celso Degasper, primo salitore il 5 ottobre 1933, col collega Giuseppe Dimai Déo, della parete sud della montagna, che durante la Prima Guerra Mondiale forse gli Italiani avevano già visitato. 
Per festeggiare la salita, la Punta ebbe il nome di Giovann(in)a, Apollonio, dal 1930 moglie di Celso Degasper. La via delle due guide, ripetuta probabilmente una sola volta nell'estate 1951, dagli Scoiattoli Ettore Costantini e Bruno Alberti Rodèla, fu poi devastata da una frana e oggi non è più percorribile.
Lacedelli, Michielli e Zardini  in vetta alla Giovannina,
14/7/60 (foto: Fini-Gandini, Zanichelli 1983)
In compenso, lungo gli strapiombi sovrastanti il rifugio Giussani, dal luglio 1960 furono aperte quattro vie, tutte di 6°. La prima fu quella di Lino Lacedelli, Albino Michielli e Claudio Zardini, seguiti nel 1968 da Ivano Dibona e Diego Zandanel; dopo la prima solitaria della via Dibona (Angelo Ursella, 1968), nel 1975 toccò a Carlo e Agostino Demenego; nel marzo 1976 Modesto Alverà e Diego Ghedina salirono per primi, con un bivacco, la via Lacedelli d'inverno; nel 1996 Davide Alberti e Paolo Tassi hanno aperto "Super Toio", suggellando così, salvo ulteriori novità, la storia della cima. 
La Giovannina non è comunque solo per "iniziati"; è possibile toccare il culmine, con difficoltà non elevate, traversando per cenge da Forcella del Valon. La conquista però ha valore di dettaglio, più panoramico e fotografico che altro.

3 commenti:

  1. Punta Giovannina è legata per me ad un nome: Angelo Ursella. Per certi strani giochi del destino, ti capita di leggere un nome su una rivista di montagna e ti resta talmente impresso che poi lo segui cercando di immaginare i suoi progressi, le sue emozioni e i suoi sogni. Fu proprio la relazione di una salita a punta Giovannina (non mi ricordo in quale anno, forse 1967, e non mi ricordo per quale via) che fece scattare in me questo strano meccanismo. Fu forse la sua natura solitaria, un po' affine alla mia (ovviamente con le debite proporzioni), forse il fatto che questo ragazzo costruiva da sè i suoi attrezzi, forse il suo enorme amore per la montagna, che gli faceva superare tutti i disagi di una situazione economica non certo florida. Fino al giorno del suo 23-simo compleanno, sull'Eiger, dove trovò la morte. Mi ricordo che appresi la notizia del suo incidente quasi in tempo reale e per un'intera giornata, non era infatti morto immediatamente, ho sperato che riuscissero a salvarlo.
    So che il suo nome non è stato dimenticato in Friuli e Italo Zandonella Callegher ne ha parlato con accenti commossi. E quando leggo il suo nome, l'emozione mi vince ancora.
    Ciao

    Saverio

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    1. Ad Angelo Ursella, Italo Zandonella Callegher ha dedicato il libro, edito da Vivalda nel 1994, "Il ragazzo di Buia" che ti consiglio di leggere.
      Esso cita la prima ripetizione in solitaria della via Dibona-Zandanel sulla Punta, aperta da Ivano Dibona in 50 ore e con 250 chiodi il 7-9 luglio 1968, solo un mese prima di morire in Tre Cime. Mi sembra giusto ricordare tutti gli alpinisti legati alla Punta Giovannina e scomparsi: Lacedelli (2009), Michielli (Torre Piccola di Falzarego, 1964), Zardini (2010), Dibona (Cima Grande di Lavaredo, 1968), Zandanel (1995), Ursella (Eiger, 1970), Carlo Demenego (Huascaran, 1976). Su quella Punta, un frammento della loro memoria c'è ancora.
      Grazie Saverio!

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  2. Diego Zandanel, mio zio..., tanto fiera di lui! Sempre nel mio cuore

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