21 mag 2019

Spiz Gallina, wilderness ai piedi delle Dolomiti

In questi giorni di primavera, ma nel 1991, tre compagni accolsero la mia idea di provare una delle cime più "strane" del Bellunese: lo Spiz Gallina (1545 m), nel gruppo del Col Nudo-Cavallo e al margine delle Dolomiti.
Lo Spiz, boscoso, roccioso e non tanto semplice nonostante l'apparenza, prese il nome dalla valle sottostante; si slancia alto sul Piave di fronte a Longarone e fu definito dal primo salitore il "Cervino delle Dolomiti”.
Costui era il medico longaronese Giovanni Battista Protti, che giunse in vetta il 27 marzo 1898, con un compagno e due cacciatori locali ingaggiati come guide. 
Quasi un secolo più tardi, in una bella domenica di maggio partimmo da Provagna, borgata di Longarone oltre il fiume, e risalita l'aspra Val Masarei ci portammo sulla sella che separa lo Spiz dal massiccio retrostante. Qui c'era una baita di cacciatori, al tempo fatiscente e piena di zecche, che nel 2013 è stata riedificata in forma di rustica villetta e ricorda Franco Mezzavilla, caduto nella zona. 
Dalla sella la gita si trasformò in un’arrampicata "vegeto-minerale", con spezzoni di filo metallico assicurati alle piante come mancorrenti e un tratto di catena per superare un ostico salto. L'ultimo inciampo fu un ripido pendio di lope, dal quale spuntavano alcuni massi, utili per la direzione perché dipinti di rosso e come appigli, soprattutto per la discesa.
La morbida piattaforma di vetta, incerta tra la terra e il cielo e che evoca la nostra Bujèla de Padeon, stemperò la tensione offrendoci un ampio panorama sull’Oltrepiave e sulla Valbelluna, ma soprattutto estraniandoci col suo isolamento: lo Spiz, che è alto come il borgo di Pocol (300 metri più del centro di Cortina d'Ampezzo), domina la vallata da oltre un chilometro d’altezza! 
Lo Spiz Gallina  dalla valle omonima
(foto E.M., 20.4.2008)
Dopo essere scesi con attenzione alla sella, a valle incrociammo, più per fortuna che per giudizio, un sentiero alto sulla Val Gallina e con un ampio giro tornammo all'automobile, soddisfatti di una camminata che avevamo stimato durasse mezza giornata, ma in realtà ci occupò per quasi sette ore. 
Passando a Longarone, dopo tanto tempo da quella giornata lo sguardo cade ancora sulla piramide, evocando una salita che penso pochi conoscenti abbiano avuto l'occasione di compiere. In chiusura, ricordo con simpatia Luca Beltrame, l'amico di Udine caduto in montagna sei anni fa che nel gennaio 2004 salì lo Spiz in un'impegnativa invernale, affidandone la testimonianza a un pezzo sul semestrale "Le Alpi Venete".

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