04 mar 2012

Il "Carpi" e la neve di marzo

La prima volta che salimmo d'inverno a Forcella Maraia con Ferruccio e Noemi, il Rifugio Città di Carpi era chiuso.
In quegli anni i rifugi dolomitici disponibili nella stagione invernale erano ancora pochi, e Maraia era dominio degli scialpinisti, che infatti trovammo puntuali, davanti al rifugio spazzato dal vento.
In seguito, cambiando le mode e ampliandosi la prospettiva di coltivare il turismo invernale non sciistico, aprì anche il "Carpi". Da allora ci siamo saliti almeno dieci volte, anche più di una nella stessa stagione.
Bisogna premettere che, usando la seggiovia di Col de Varda,  questa gita è abbastanza tranquilla; la distanza non è proprio breve, ma il dislivello è limitato e l'ambiente suggestivo. 

Per il Rifugio? Ancora due passi!
4 marzo 2012
Per questo, ogni inverno (per il 2012 è successo ieri, domenica grigia e poco fredda ma fustigata dopo le 13.30 da una fitta nevicata) mettiamo in previsione anche la salita al "Carpi", una meta che, fra l'altro, non richiede grandi spostamenti da Cortina e consente di partire anche "due minuti" più tardi.
Per inciso, fino a tempo fa dal "Carpi" partiva anche una lunga slittata; si era provato infatti a battere la strada che scende da Maraia per la Val d'Onge, ricavandone una divertente pista di oltre 7 km. Quando la strada fu minacciata da una valanga, si fece una riflessione sull'opportunità di non fomentare i rischi insiti anche in una semplice carrareccia alpestre e ... si tornò a piedi, con gli sci e con le ciaspe. 
D'inverno, quindi, il rifugio è una bella meta, che si raggiunge da Col de Varda con la caratteristica, piacevole traversata per la ex stradina militare che taglia i ghiaioni di Pogofa ai piedi dei Cadini.
Volendo, si può allungare la gita salendo per il sentiero battuto (purtroppo usato come pista di sci e snowboard, anche da alcuni maestri coi loro allievi) che porta fino a breve distanza dal Rifugio Col de Varda e confluisce nella strada citata.
Così facendo, si aggiungono un'ora alla salita e tre quarti d'ora alla discesa. Dipende dalle giornate e dalle condizioni: è certo che Misurina-Misurina a piedi dà alla camminata un sapore un po' più "alpinistico", ma la seggiovia non è proprio da disprezzare ...

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