06 apr 2012

Gli anniversari alpinistici vanno celebrati o no?

Ricordare anniversari legati a persone o a determinati fatti può essere una forma di omaggio alla memoria, un fatto di cultura o anche, più prosaicamente, un'operazione di business.
Gli anniversari possono essere noti o del tutto ignoti ai più, riscuotere risonanza mediatica o sparire nel bailamme dei fatti della vita; ad esempio, proprio oggi ricorrono 100 anni dalla morte del grande poeta Giovanni Pascoli, un autore che ogni italiano dovrebbe conoscere; e guarda caso, anche il 6/4/1912 era Venerdì Santo. Eppure di questo anniversario non ho trovato neppure una riga, da nessuna parte: forse non fa abbastanza audience ...
Per quanto riguarda la Montagna, com'è logico, tra alpinisti, bivacchi, ferrate, rifugi e vie si potrebbe trovare un anniversario al giorno o quasi, per l'anno intero. Ad esempio: fra cinque mesi esatti, il 6 settembre, saranno 100 anni dalla morte di Luigi Cesaletti "Colòto", una delle prime guide alpine del Cadore, l'uomo che nel 1877 osò scalare da solo per una via più difficile di quelle note fino ad allora nel circondario, la Torre dei Sabbioni, sconosciuta cima delle Marmarole.
A San Vito, paese natale di Cesaletti, era balenata l'idea di ricordare il centenario del pioniere, oltre che con un'eventuale targa da apporre a Forcella Grande presso l'attacco della "sua" via, con la ristampa aggiornata di un prezioso libro, "La conquista del 3° grado", scritto nel 1977 dal giornalista e storico sanvitese Mario Ferruccio Belli con l'aiuto di Tarcisio De Lotto e da molti anni esaurito e irreperibile.
Luigi Cesaletti "Colòto" (1840-1912)
pioniere del 3° grado
L'iniziativa pareva avviarsi sul binario giusto, quando la Sezione del Cai competente ha cambiato parere; così la ristampa, almeno per ora, non si farà e forse quel giorno si faciliterà la salita di appassionati e curiosi sulla Torre con corde fisse, come già si fece nell'agosto 1977, per il 100° della salita.
Nel 2013, fra l'altro, si ricorderà il 150° della fondazione a Torino del Club Alpino Italiano, che coinvolge le Sezioni di tutta Italia; Cortina invece avrà il 150° della conquista della cima dove nacque l'alpinismo nella valle: la Tofana di Mezzo, scalata da Paul Grohmann col cacciatore ampezzano Francesco Lacedelli da Meleres il 29/8/1863.
A Selva di Cadore, infine, è balenata l'idea di ricordare con una targa, e forse anche con una piccola pubblicazione, il 150° della prima salita "alpinistica" del Pelmo da parte di Grohmann con Francesco e Alessandro Lacedelli da Meleres e i cacciatori di Pescul Melchiorre e Luigi Zuliani, che cadrà  - come l'anniversario di Cesaletti - il 6 settembre. Per il piccolo paese di Selva, dove non c'è nemmeno la Sezione del Cai, ci sembra una bella idea.

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