23 set 2017

23 settembre 1931-2017: il diedro Mazzorana sul Popéna Basso

Sono passati 86 anni dal 23 settembre 1931. Quel giorno Piero Mazzorana (un giovane venuto con la famiglia da Longarone ad Auronzo, dove si accasò, dal 1936 fu guida alpina e per ventisei anni gestì il grande rifugio Auronzo ai piedi delle Tre Cime), saliva da solo per la mulattiera militare che serpeggia nel bosco sopra il Grand Hotel Misurina verso il Popéna Basso, rilievo roccioso e boscoso posto tra il lago e la Val Popéna Alta. 
Probabilmente Piero – che aveva iniziato da poco a esplorare i monti del Cadore - aveva messo gli occhi su una parete che non sfugge a chi guarda da Misurina verso le cime del Popéna, e vide una possibile linea di salita: un diedro grigio e fessurato a sinistra della fascia di strapiombi che caratterizza la parte centro-orientale della parete. 
Piero superò di slancio il diedro, trovando difficoltà fino al quarto e forse non lasciò nemmeno tracce di passaggio; il suo risultò un percorso breve ma non banale, che sarebbe diventato molto presto un'apprezzata classica dolomitica. 
La via "Mazzorana a sinistra degli strapiombi gialli” si sviluppa in modo logico su una parete articolata e in complesso salda (stamattina però, guardandola dal basso, ho visto una macchia bianca di frana a sinistra del diedro, che spero non lo abbia danneggiato), e offre una simpatica avventura dolomitica. 
23 settembre 2017: il Popéna Basso da Misurina (foto E.M.)

Cinquant'anni e qualche giorno dopo la solitaria della guida che, una volta in pensione, si era trasferita a Merano, dove si spense per problemi cardiaci a soli settant'anni nell'aprile del 1980, in un cupo sabato d'ottobre anche Ernesto poté avventurarsi per la prima volta sul diedro, in compagnia di Dande, Didi e Lustra.
Erano anni di incalzanti avventure, e quella gli piacque subito: per l'ambiente che incornicia il diedro, per l'impegno che richiede (senz'altro alla sua portata) e per la simpatica uscita, su una cima quasi piatta tra i mughi da dove gli amici scesero veloci, a grandi balzi fra ghiaie e conifere, per l'agognata birra da Quinz, che coronò la bella giornata. 
Dopo quel sabato nebbioso, Ernesto risalì diverse volte su quel simpatico cimotto: per il diedro, per l'altra via aperta da Mazzorana con Adler nel 1936, sulla destra della parete, e poi semplicemente per la facile via normale. 
Oggi, riguardando il Popéna, esso gli ha ricordato lo slancio del ragazzo che quasi novant'anni fa tastò per primo gli appigli del diedro ampliando la storia della palestra, inaugurata cinque anni prima da Severino Casara, il vicentino "matto per le crode", e tutto sommato sempre in voga.

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